Tornano le Geografie sul Pasubio di Keller, con un’anteprima a Rovereto a luglio

Sono aperte le iscrizioni all’edizione 2026 di Geografie sul Pasubio, la rassegna organizzata da Keller Editore che dal 17 al 19 luglio anche quest’anno porterà una serie di autori e reporter dall’Italia e dall’estero a incontrare i lettori in rifugi, malghe, alpeggi e forti del Monte Pasubio, tra le Province di Trento e Vicenza, in un mix di natura, camminate, incontri e pernottamenti in rifugio.

Novità di quest’anno, che metterà al centro il tema delle acque, sarà un’anteprima a Rovereto in programma il 16 luglio, che darà il via anche a una serie di incontri spalmati negli altri mesi.

Progetto attento alle molte forme con cui si possono raccontare i territori, i luoghi e ciò che contengono o li percorrono: paesaggi, città, fiumi, persone, memorie, animali, nature, società, fatti politici e storici, esistenze individuali, Geografie sul Pasubio, attraverso gli incontri, i relatori e i partecipanti, mette in connessione passato e presente, locale e globale, i temi dell’oggi e le prospettive in atto, offrendo un modo diverso per abbinare riflessioni, approfondimenti, natura.

“Nel programma di quest’anno troveranno spazio ospiti dall’Europa occidentale e centro-orientale e, ovviamente, dall’Italia. Si parlerà di Mar Nero, Mar Adriatico, Mar Egeo, Mediterraneo, di fiumi minuscoli e dimenticati, del rapporto tra città e corsi d’acqua ma anche di nazioni che nel mare hanno visto il compimento del proprio sogno di grandezza. E ancora guarderemo ai mutamenti sociali di grandi paesi, al ruolo degli intellettuali e cosa significhi dover decidere se restare o partire, lasciando definitivamente o quasi la propria patria… Parleremo anche di sete, perché nella storia anche la terra ha avuto sete”, spiegano gli organizzatori, che hanno scelto di mettere al centro del dibattiti le acque, “proprio in questi giorni tutti gli occhi del mondo sono puntati su un braccio di mare – lo stretto di Hormuz – largo poco più di trenta chilometri. Le acque sono tante cose: spazi contesi, confini tra paesi, aspirazione e proiezione di potenza e grandezza, risorse vitali, comunicazione, aree libere e, nella loro forma negativa e di assenza, anche sete e sofferenza. Le acque sono un modo per guardare al mondo di oggi”.

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