Il recente caso del trapianto a Napoli di un cuore danneggiato che ha causato la morte di un bimbo di due anni, è stato lo spunto iniziale dell’incontro di sensibilizzazione alla donazione degli organi offerto dall’Aido Vallagarina a sessanta studenti di due quinte classi del Liceo Maffei di Rovereto.
“Un trapianto non andato a buon fine non intacca, semmai accentua, la necessità che aumenti la disponibilità a donazione organi, tessuti e cellule”, ha osservato la presidente dell’associazione, Luisa Canalia.
Ospite di questo momento è stata Pamela Alovisi, di Volano, che ha raccontato le tappe della sua malattia ai polmoni, diagnosticata nel 2008.
“La mia – ha ricordato – era una patologia molto rara e incurabile, invalidante e degenerativa, a livello respiratorio. Non potevo fare le scale, affrontare salite né andare a camminare in montagna. Nel 2019 la mia condizione si è aggravata e per vivere le mie narici erano sempre attaccate a un tubicino. Ho così rinunciato al mio lavoro, ai viaggi, a ogni tipo di sforzo. Finché nel 2022 ho avuto un collasso polmonare devastante che ha portato i medici a prospettare il trapianto. Dopo un mese di esami sono stata inserita nella lista di attesa per il trapianto dei polmoni. Undici mesi più tardi mi hanno chiamata per dirmi che ce n’erano due disponibili e adatti a me. Il giorno dopo ho subito il trapianto, durato 12 ore, grazie al quale sono letteralmente rinata”.
“Ho dovuto affrontare un lungo e faticoso percorso di riabilitazione e moltissima fisioterapia. Ho lenatmente recuperato il tono muscolare di gambe e braccia e ho ricominciato a vivere bene, tornando a camminare in montagna, ad andare in bicicletta e al lago. Ora mi sento una quarantatreenne normale, anche se devo assumere sempre dei farmaci. Dentro di me ringrazio un uomo sulla cinquantina di cui non so nulla, né di dove fosse né come sia morto, perché adesso respiro con i suoi polmoni. Per onorare la sua memoria, anche quando sono stanca mi sforzo di fare esercizi di riabilitazione. So che così, insieme alla mia vita porto un po’ avanti anche la sua, che continua in quel che mi ha dato”.
Pamela ha lanciato infine agli studenti un invito: riflettete sulla possibilità di donare gli organi quando non vi serviranno più. I ragazzi hanno mostrato interesse per questo tema, comprendendo che la donazione non è solo altruismo ma conviene perché ad aver bisogno di un organo potresti essere anche tu o una persona a te cara.
La presidente ha informato che per dichiarare la volontà di donare post mortem basta iscriversi all’Aido oppure dire “sì” al momento di rinnovare in Comune la carta di identità, o rivolgersi all’Azienda sanitaria.