Gli ambientalisti: “Il Piano faunistico avverte che la presenza di mangiatoie può agevolare nell’attività di predazione”

Le associazioni ambientaliste trentine rispondono direttamente alla Provincia di Trento, e in particolare all’assessore Roberto Failoni, “che in poche parole tramite un post su Facebook liquida le criticità, sottolineate da numerosi studi, sulla gestione del foraggiamento artificiale in Trentino come semplice propaganda: una posa evidentemente fallace, quantomeno perché quelle stesse criticità sono descritte proprio nel Piano Faunistico Provinciale 2025, strumento guida anche per il mondo venatorio”.

“In questi giorni si parla di ‘mangiatoie per cacciare meglio’ o di ‘trappole attira orsi’, tutte falsità da smontare con chiarezza”, ha scritto Failoni sui social. “Cosa sono le mangiatoie? Le mangiatoie sono semplici strutture in legno, usate nel periodo invernale, quando la caccia è praticamente chiusa. Servono ad aiutare caprioli e cervi (ma anche mufloni e camosci) a superare gli inverni nevosi, quando trovare cibo è difficile e la mortalità aumenta, in un contesto in cui i lupi già stanno predando in modo significativo gli ungulati. Non servono per “adescare” la fauna. I siti di svernamento dove si collocano le mangiatoie non coincidono con le aree frequentate dagli ungulati in estate e autunno durante la stagione venatoria: parlare di adescamento per la caccia è falso e pretestuoso: è una narrazione costruita solo per delegittimare la caccia regolamentata”.
“Nel capitolo sul foraggiamento degli ungulati – obiettano le associazioni ambientaliste – il Piano afferma l’opposto (su più punti!) di quanto scritto dall’assessore: riconosce che i siti di foraggiamento producono un effetto di richiamo con concentrazioni innaturali che possono generare stress e competizione e favorire trasmissione di malattie. Non solo: aggiunge che le mangiatoie possono agevolare la predazione del lupo (come ampiamente provato da studi scientifici anche recenti) e, soprattutto, che in contesti antropizzati la disponibilità costante di cibo può favorire l’avvicinamento dell’orso, aumentare la probabilità di interazione con l’uomo e persino alterare i cicli di ibernazione. Per aggiungere ulteriore errore agli errori, il lupo viene usato come giustificazione per la presenza delle mangiatoie, come se il foraggiamento fosse un “aiuto” agli ungulati di fronte alla minaccia incombente di questo predatore. Ma il Piano nuovamente avverte che la presenza delle mangiatoie può agevolare il lupo nell’attività di predazione, concentrando gli animali in punti comodi con un effetto ulteriore di distorsione (perché riduce il ruolo selettivo del lupo verso gli individui più deboli: effetto articolato che tuttavia una istituzione pubblica dovrebbe essere in grado di spiegare senza abbandonarsi a facilonerie)”.

“In generale – concludono gli ambientalisti -, continuare a difendere le mangiatoie come ‘tutela degli ungulati’ sembra scorretto anche da un punto di vista economico: in Trentino le consistenze stimate degli animali sono come detto molto elevate, producendo importanti conflitti con l’agricoltura. I risarcimenti per danni da ungulati arrivano da anni a cifre importanti, attestandosi tra costi della prevenzione ed indennizzi a due milioni di euro in dieci anni. Costi che potrebbero essere ridotti lasciando ai predatori e a più naturali equilibri il loro ruolo. Non sarà forse che rimuovere le mangiatoie è così difficile perché potrebbe contribuire a riequilibrare densità molto alte di ungulati senza sparare nemmeno un colpo di fucile?”.

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