È stato inaugurato l’Ospedale della Comunità di Tione, un luogo pensato per accompagnare i pazienti dall’ospedale a domicilio o per accogliere i fragili e/o cronici evitando ricoveri impropri e garantendo continuità di cura.
Con la nuova struttura, l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino compie un ulteriore passo nel rafforzamento della sanità territoriale, completando il percorso avviato qualche anno fa con l’attivazione del Nucleo di cure intermedie. L’Ospedale della Comunità di Tione è una struttura territoriale a bassa intensità di cura, destinata ad accogliere pazienti in dimissione dall’ospedale che necessitano di un periodo di stabilizzazione clinica e assistenziale, di recupero dell’autonomia e di accompagnamento al rientro a domicilio, in stretta integrazione con i servizi sanitari e sociali territoriali. Accoglie inoltre pazienti fragili o cronici provenienti dal domicilio, per i quali il ricovero ospedaliero risulterebbe inappropriato.
L’inaugurazione rappresenta il completamento di un percorso avviato nel 2022 dall’Azienda sanitaria e finalizzato a rafforzare l’assistenza territoriale di prossimità e la presa in carico dei cittadini, in particolare delle persone fragili e con bisogni assistenziali complessi, garantendo la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
L’Ospedale della Comunità occupa gli spazi al secondo piano dell’Ospedale di Tione destinati prima alla Residenza sanitaria assistenziale ospedaliera (Rsao) e poi al Nucleo di cure intermedie e prevede complessivamente 17 posti letto, di cui due destinati sperimentalmente alla residenzialità palliativa, per rispondere in modo puntuale ai bisogni del territorio delle Giudicarie e Rendena. L’assistenza medica è garantita dal personale dell’Unità operativa di medicina interna dell’Ospedale di Tione, a conferma della forte integrazione tra ospedale e servizi territoriali.
L’esperienza maturata a Tione ha contribuito in modo significativo alla definizione e al consolidamento della rete delle Cure intermedie in Trentino, sia sotto il profilo clinico-assistenziale sia sul piano organizzativo e dell’integrazione tra servizi. Un percorso che ha permesso di ricondurre pienamente questo setting assistenziale al modello previsto dal DM 77/2022 per gli Ospedali della Comunità.
L’Ospedale della Comunità di Tione, come struttura territoriale a bassa intensità di cura, svolge un’importante funzione di «filtro» territoriale, regolando i flussi in entrata e in uscita dall’ospedale e contribuendo a prevenire riospedalizzazioni precoci, ricoveri inappropriati e inserimenti anticipati in RSA rispetto alle reali necessità delle persone. Particolare rilievo assumono i due posti di residenzialità palliativa, che rispondono alla carenza di soluzioni residenziali di prossimità per l’ambito territoriale Giudicarie–Rendena. I pazienti seguiti dalla rete di cure palliative domiciliari possono così beneficiare di ricoveri transitori, mantenendo continuità, appropriatezza e qualità del percorso di cura.
«L’Ospedale della Comunità di Tione – ha evidenziato il direttore generale di Asuit Antonio Ferro – è una struttura rilevante non solo per la realtà delle Giudicarie, ma per l’intero territorio provinciale. Oggi inauguriamo un percorso avviato nel 2023 con il Nucleo di cure intermedie che si completa con l’attivazione di 15 posti letto, a cui si aggiungono due posti di residenzialità palliativa. Si tratta di una risposta fondamentale per quei pazienti che non necessitano più di cure acute ma non possono ancora rientrare a casa, sostenendo al tempo stesso le famiglie attraverso un adeguato percorso formativo che li prepari al rientro a domicilio e alla gestione dei propri cari. Il risultato di oggi è stato possibile grazie a una forte integrazione con il reparto di medicina dell’ospedale e al lavoro di squadra di tanti professionisti che lavorano sul territorio e nelle cure intermedie e ovviamente grazie alla collaborazione degli amministratori locali, che ringrazio sinceramente».
Nell’introdurre le nuove potenzialità dell’Ospedale della Comunità di Tione la direttrice sanitaria di Asuit Denise Signorelli ha sottolineato come sia necessario un cambio di paradigma: «La sanità deve evolvere per rispondere ai bisogni in cambiamento della popolazione. Gli investimenti del Pnrr, anche qui a Tione, non sono solo una leva finanziaria, ma un’opportunità concreta per ripensare i modelli organizzativi e renderli più aderenti alle reali necessità dei cittadini. Oggi inauguriamo una struttura rinnovata che ospita 15 posti letto e due posti di residenzialità palliativa, non un hospice ma una risposta di prossimità, più vicina alle persone e alle loro famiglie. Prossimità delle cure, integrazione e territorialità sono le parole chiave: questo è un vero luogo di collaborazione tra professionisti ospedalieri, territoriali, sanitari e sociali. È un modello in cui dobbiamo credere e che rappresenta anche un’importante opportunità di crescita per gli operatori. Ringrazio le istituzioni e tutti i professionisti per il lavoro fatto e per quello che ci attende nel prossimo futuro».
«Questa struttura – ha dichiarato il direttore del Distretto sud Luca Fabbri – non rappresenta solo un cambio di denominazione, ma un vero e proprio cambio di paradigma e di filosofia, in piena attuazione della riforma sanitaria prevista dal DM 77. In questo presidio ho vissuto negli anni diversi passaggi, ma oggi l’Ospedale di Comunità assume un ruolo chiaro: la permanenza dei pazienti è temporanea e orientata alla continuità delle cure. Qui trovano risposta le dimissioni protette e l’invio diretto, tramite le Centrali operative territoriali, di pazienti fragili o cronici seguiti dai medici di medicina generale che necessitano di maggiore assistenza, ma non di ricovero ospedaliero. È un tassello fondamentale del sistema territoriale, che si completerà con la futura Casa della Comunità, e che opera in stretta connessione con il territorio».