“Restare umani”, le iniziative del Comune di Rovereto per il Giorno della Memoria

Dal 13 gennaio al 14 marzo un fitto programma di mostre, concerti e teatro per riflettere sull’impegno civile di “restare umani”. Al centro delle iniziative le figure di Ezio Setti e Pietro Maggioli.

In un momento storico segnato da nuovi conflitti globali, il Comune di Rovereto rinnova l’impegno con il Giorno della Memoria. Il programma del 2026, coordinato dall’Assessorato alla Promozione Artistica e Culturale guidato da Micol Cossali, si distingue per una narrazione che intreccia la storia locale alla tragedia della Shoah e delle deportazioni, offrendo alla cittadinanza percorsi di riflessione che spaziano dall’arte “degenerata” alla resistenza silenziosa dei soldati internati.

“La memoria roveretana quest’anno correrà lungo binari diversi”, spiega l’assessora Micol Cossali. “Dall’arte censurata dal regime alla musica come forma di sopravvivenza nei lager, vogliamo che il ricordo non sia solo una ricorrenza, ma una medicina per il presente, un invito a non restare indifferenti.”

Il programma pone un accento particolare su due figure che incarnano la dignità umana di fronte all’orrore: Ezio Setti: già sindaco di Marco (Rovereto) e operaio alla Caproni di Milano, deportato a Mauthausen dove perse la vita nel 1944. A lui sono dedicati una mostra documentaria al Museo della Città e una suggestiva installazione nel sottopassaggio della stazione, luogo simbolo della sua ultima lettera lanciata dal treno in corsa; Pietro Maggioli: insegnante all’Istituto Magistrale di Rovereto, che portò la musica e la cultura nei lager nazisti come forma di “resistenza senz’armi”. La sua figura sarà rievocata il 30 gennaio in Biblioteca Civica attraverso un pomeriggio di studio e un concerto con musiche originali scritte durante la prigionia.

Arte e Musica contro il pregiudizio

Il calendario si apre il 13 gennaio in Biblioteca Civica con la mostra didattica sull’Arte Degenerata (Entartete Kunst), che racconta la censura nazista contro le avanguardie, seguita il 16 gennaio da un dibattito con esperti del Mart e del Laboratorio di Storia.

Il 21 gennaio, alla Sala Filarmonica, il concerto “L’ascolto errante” esplorerà le radici della cultura ebraica attraverso le note di grandi compositori come Mendelssohn e Bloch.

Gli appuntamenti istituzionali e lo spettacolo al Teatro Zandonai

Il culmine delle celebrazioni avverrà martedì 27 gennaio:

· Ore 16 (Piazzale Orsi): Cerimonia istituzionale presso il monumento agli Ex Internati Militari (IMI), opera dello scultore Fausto Livio Sossass.

· Ore 20.30 (Teatro Zandonai): Va in scena “Colpevoli d’amore”, uno spettacolo originale del Laboratorio di Storia e del Collettivo Clochart. Una riflessione potente sul concetto di “diverso” che colpì non solo il popolo ebraico, ma anche omosessuali e minoranze.

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