“I vinili di…”, racconti di vita a 33 giri di Riccardo Rossi su RaiPlay

La musica è l’ascolto di un momento che in fondo fa ricordare altri momenti, perché le canzoni, hanno quella capacità davvero unica di richiamare i ricordi, di segnare un’epoca e la vita.  

Tutto questo lo ritroviamo nella trasmissione su RaiPlay di Riccardo Rossi, attore e conduttore radiofonico, dal titolo “I vinili di…”, proprio in questi ultimi anni dove assistiamo ad una nuova stagione dei mitici dischi 33 giri. Una trasmissione fatta di interviste, punteggiata dall’ascolto musicale, nella quale Riccardo Rossi incontra importanti personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura, del giornalismo per ascoltare le loro storie sui loro dischi preferiti.  

Incontriamo Laura Pausini, Beppe Fiorello, Valerio Lundini, Luca Zingaretti, Marco Tardelli, Laura Chimenti per citarne alcuni. È senz’altro curioso sentire le loro canzoni preferite e soprattutto quello di cosa rappresentano, testi e note, nella loro vita. Una conduzione molto attenta, competente e simpatica, quella di Riccardo Rossi, che conosce attentamente la musica, periodi di uscita delle canzoni, molti aneddoti e ha la capacità di portarti dentro il tempo e di farti rivivere tante emozioni. Fra le canzoni, le più ricordate sono quelle dei cantautori italiani.  

Sono quelle che più di tutte hanno saputo raccontare i grandi cambiamenti nel nostro Paese, il costume di un mondo che in fondo è vicino, ma che, per come è diverso, sembra molto lontano. Canzoni sempreverdi: ad esempio fra i ricordi dell’attore Luca Zingaretti, c’è Francesco De Gregori e la sua “Rimmel”, e siamo nel 1975: pura poesia. Bebbe Fiorello ricorda una delle canzoni più conosciute di Lucio Dalla, “Anna e Marco”, uscita nel 1979, quella in cui l’America “è lontana, dall’altra faccia della luna”.  

Ma sono solo due delle tante canzoni che compongono queste trasmissioni, l’elenco sarebbe lunghissimo. Perché la trasmissione di Riccardo Rossi è un lungo viaggio attraverso gli innumerevoli brani che hanno fatto la storia della canzone italiana; e sono le voci degli ospiti, quel loro raccontarsi, che ci aiutano, in qualche misura, a farcele riscoprire. Una bella televisione, e sarà per quella consolle in uno studio minimalista e quel giradischi, sarà per quelle meravigliose copertine degli album, che ti sembra di stare alla radio. Anche questo è il bello della televisione, il fatto di farti immaginare, ma naturalmente è anche lo straordinario effetto delle canzoni. 

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