“Call my agent”, la serie svela il dietro le quinte dei programmi televisivi

“Riaprono, finalmente, le porte della più rumorosa, disfunzionale e irresistibile agenzia dello spettacolo italiano (…) ‘Call My Agent’ [è] la nostra lettera d’amore al grande cinema italiano”. Così Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios Italia, nel presentare la terza stagione della serie cult “Call My Agent – Italia” realizzata dalla Palomar e Sky Studios, in onda con sei nuovi episodi dal 13 novembre 

La serie è l’adattamento del fortunato titolo francese “Dix pour cent” (2015-20, Netflix) firmata Fanny Herrero, racconto del mondo del cinema e della Tv attraverso le (dis)avventure di agenti pronti a tutto per tutelare divi e artisti. “Quando Carlo Degli Esposti – sempre Hartmann – con cui lavoriamo da anni sulle serie più amate di Sky, mi portò questo progetto, l’idea sembrava una pazzia: riadattare una serie così legata al suo contesto in cui era nata, la Francia (…) E invece (…) è giunta alla terza stagione”. Confermati gli interpreti, in primis Sara Drago, Michele Di Mauro e Maurizio Lastrico – e con un omaggio alla scomparsa Marzia Ubaldi –, tra le new entry Gianmarco Saurino e Nicolas Maupas. Special guest: Luca Argentero, Michelle Hunziker e Aurora Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Miriam Leone, Ficarra e Picone e il cast di Romanzo criminale 

Roma oggi, con la scomparsa della storica agente Elvira l’agenzia CMA vive un momento di grande subbuglio: i tre soci Vittorio, Lea e Gabriele si fronteggiano per il suo controllo. Sullo sfondo, però, l’acquisizione da parte di un influente gruppo statunitense rischia di far naufragare sogni e progetti. A complicare la situazione le vite per sonali in affanno, sempre un passo dietro al lavoro. 

“Ho sempre adorato il metacinema, il cinema che si dichiara e che si mostra, che racconta ciò che non si vede, perché lo trovo una parte fondamentale e curiosa del nostro lavoro”. Sono le parole di Simone Spada, nuovo regista della serie, che raccoglie il testimone da Luca Ribuoli, al timone delle prime due stagioni di “Call My Agent – Italia”. Spada non è l’unico avvicendamento: lo sceneggiatore Federico Baccomo prende il posto di Lisa Nur Sultan, prima firma dell’adattamento italiano. Anche se lasciano due figure chiave, la serie prosegue con il suo passo brillante e pungente, raccontando il mondo del cinema e dell’audiovisivo italiano tra citazioni pop e ironia frizzante. La serie è un divertissement per gli addetti ai lavori e per i cinefili, ma è anche ampiamente godibile per gli spettatori di film, serie o show televisivi.  

Accanto al vorticoso e irresistibile gioco di rimandi e citazioni, la serie risulta accattivante anche per le dinamiche interne dell’agenzia, per le storie abitate dagli agenti della CMA e dai loro assistenti, esistenze che si muovono in bilico tra lavoro e vita personale, dove spesso il primo ha la meglio sulla seconda. L’ossatura del racconto è simile a quella francese, a dare però un twist di energia nuova, coinvolgente, sono gli attori, in testa i guest che giocano a ridicolizzare sé stessi: ad esempio Luca Argentero perseguitato dai fan che lo scambiano per un vero dottore, confondendolo con il suo personaggio in “Doc”. Consigliabile, brillante-problematica. 

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