Il dramma della guerra nel nuovo albo “Non avrò più paura” di J.- F. Sénéchal

Sono stufo di veder trattar male la gente”, così si legge tra le pagine di “Non avrò più paura” (Giralangolo; età 6+) il nuovissimo e tristemente attuale albo scritto da Jean-François Sénéchal e illustrato da Simone Rea. La guerra devasta tutto e tutti. Seduto sul suo letto, un coniglietto, traumatizzato dalla sua esperienza, non riesce ad addormentarsi. Molti pensieri lo tengono sveglio: anche se adesso è al sicuro, ripensa alla sua vita in un paese lontano, dove c’era la guerra e le bombe cadevano sulla sua casa. La mamma è con lui e cerca di rassicurarlo rispondendo alle sue domande più difficili. La paura alimentata dal passato che ha vissuto lo fa rabbrividire.  

Il coniglietto teme la guerra ma anche ogni atto di aggressione che vede succedere nella vita quotidiana. Gli manca il coraggio di intervenire, il coraggio di parlare, di raccontare ciò cui assiste e ciò che prova. Poche precise parole insieme a grandi illustrazioni molto potenti amplificano le emozioni dell’animaletto e dei lettori che ascoltano il suo dialogo con la mamma. Uno scambio essenziale per cercare di esplorare come la guerra, anche se lontana, lascia cicatrici sulle famiglie e sui bambini, per scoprire le radici della paura, superare l’impatto psicologico dei conflitti e provare ad andare avanti, nonostante tutto perché, si spera, “… presto sarà domani”.  

Un libro illustrato d’impatto che lascia alle immagini ciò che le parole non dicono. Immagini scure come la guerra e la paura, ma che contengono anche elementi colorati e chiari di speranza. Un libro importante per la sensibilità con cui esplora una tematica difficile, ma che entra oggi ogni giorno in tutte le case. Un libro che suggerisce che la violenza non è mai banale e che paura e dolore possono essere affrontati, se non superati, con il dialogo e la condivisione delle emozioni, atti di coraggio che aiutano a ritrovare la serenità. Un libro da leggere insieme, adulti e bambini, da condividere in una lettura dialogica (come fa il testo stesso a due voci e due colori) per permettere a tutti di esprimersi, di fare domande con la sicurezza di essere ascoltati e rispettati. 

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