Smontati tutti i ponteggi che l'hanno abbracciata per oltre tre anni, l'arcipretale dedicata a Sant'Udalrico è tornata al suo antico splendore e si presenta ora, sia all'interno che all'esterno, in tutta la sua maestosità e magnificenza.
Tutta la grossa mole di lavori è stata coordinata e diretta abilmente dalla stessa progettista dei restauri, l'architetto Giorgia Gentilini di Lavis che ha proprio il suo studio a due passi dalla chiesa, nella casa di famiglia.
Terminati tutti gli interventi, si è pensato anche alla statua del patrono Sant'Udalrico che da secoli è posizionata nella nicchia sopra il portale d'ingresso principale da via Roma, realizzata dallo scultore Cristoforo Benedetti da Castione verso la fine del 1600. Da allora, salvo qualche intervento nell'ultimo dopoguerra, la statua ha sempre presieduto e guidato la vita lavisana dal suo storico osservatorio e proteggendo l'intera borgata.
Recentemente è stata rimossa per gli interventi di restauro, indicati dalla stessa Soprintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Trento. Nel lasciare la sua sede storica secolare, la grande effige (alta oltre un metro e dal peso di ben 1.500 chilogrammi), è stata salutata familiarmente dal suono di tutte le campane e dall'arciprete don Vittorio Zanotelli, insieme ai vari tecnici e anche dai diversi fedeli, richiamati dall'insolito edimprovviso concerto campanario.
Non è certo stato un addio per Sant'Udalrico, che ritornerà al suo posto dopo il delicato intervento. Non verrà però più collocato nella sua tradizionale nicchia all'esterno, ma verrà posizionato all'interno della chiesa. Al suo posto sarà collocata una copia identica copia ma in resina, così da evitare in futuro danni di corrosione.
Proprio in questi giorni, chi passa alzando gli occhi verso la nicchia, chiedono notizie del Santo Patrono, potrà notare anche la novità sulla copertura della chiesa arcipretale dove svetta da qualche tempo un gallo canterino in rame sbalzato, posizionato sul colmo verso est e il Pristol.
Il manufatto è stato regalato all'intera comunità lavisana dall'Associazione culturale lavisana presieduta da Daniele Donati, come “regalia” dei grandi lavori eseguiti in questi ultimi anni. L'opera d'arte è stata realizzata dal maestro lattoniere Marco Rivolti di Ravina, nome conosciutissimo da tre generazioni non solo in Trentino ma in tutta Italia e anche nel mondo. Il disegno del galletto invece è opera di Andrea Brugnara altro componente di rilievo all'interno del direttivo della associazione donatrice.
Alla base del galletto vi sono l'Alfa e l'Omega, il cui significato è stato ricordato ai fedeli dall'arciprete decano don Vittorio Zanotelli: “La prima e l'ultima lettera dell'alfabeto, il primo e l'ultimo, il principio e la fine”.