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“La civiltà si misura dalla capacità di stare dalla parte degli umili, dei più deboli. – sono le parole di Vincenzo Passerini, presidente delle Comunità di accoglienza, intervenuto ieri alla commemorazione del 73esimo anniversario dell’eccidio di Malga Zonta, a passo Coe. – Le dittature – ha ricordato – si fondano sul presupposto che vi siano popoli o categorie di persone che valgono più delle altre. Anche le democrazie non sono state immuni da questa convinzione, ad esempio quando escludevano le donne o i membri di una classe sociale”.
Presenti alla cerimonia ì le delegazioni dell’Associazione partigiani e delle associazioni combattentistiche, i Comuni e le Province di Trento e Vicenza, i Comuni di Schio e Folgaria.
Tra i temi toccati, il razzismo e il nazionalismo, la resistenza, le migrazioni e la negazione dei diritti umani.
Intanto il comune di Folgaria, la Fondazione Museo storico del Trentino e la Provincia autonoma di Trento stanno lavorando al progetto di un parco-museo dell’Altopiano, per raccontare il Novecento, soffermandosi sulle tappe principali di cui è stato teatro l’altipiano di Passo Coe: 1915 con i combattimenti tra italiani e austroungarici, il 1944 con l’eccidio nazista del 12 agosto, gli anni sessanta con la costruzione della base missilistica della Nato, emblema della Guerra fredda. .