La filiera “sporca” dei pomodori

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Settimana dell’accoglienza. Ricostruendo il percorso dei pomodori – prodotto simbolo dell’agroalimentare italiano – dal campo allo scaffale del supermercato le sorprese non mancano: intermediari che accumulano ricchezza, caporali che organizzano le raccolte sfruttando i migranti e negando loro un’accoglienza dignitosa, piccoli produttori impoveriti perché a fissare il prezzo è la grande distribuzione. E’ un quadro sconfortante e a fosche tinte quello descritto ieri sera al teatro oratorio di Mori da Fabio Ciconte, direttore dell’Associazione ambientalista Terra! Onlus e portavoce della campagna FilieraSporca contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura.

Filiera Sporca propone la trasparenza delle filiere agroalimentari, dalla Grande distribuzione organizzata alle multinazionali, attraverso l’introduzione di una etichetta narrante e l’elenco pubblico dei fornitori. La recente approvazione del ddl sul caporalato in Senato è un fatto importante ma la battaglia non si può fermare qui: occorre rendere trasparente una filiera che è la causa dello sfruttamento.

Sentiamo Fabio Ciconte. (ascolta qui sotto)

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