Volontariato vivo con cento associazioni

Il territorio di Primiero si trova nella parte orientale del Trentino ed è costituito dall’Alta Valle del Cismon, che va dal Passo Rolle al Pontet; dalla Valle del Vanoi e dalla parte alta della Valle del Mis. Ha una popolazione di 9.881 abitanti al 31 dicembre 2017, distribuita su una superficie di circa 41.734 ettari.

Gli abitanti di Primiero, in questi ultimi anni, sono in continuo calo ed anche il saldo naturale è negativo: nel 2017 ci sono stati 80 nati contro i 119 morti. Dal punto di vista amministrativo vi sono la Comunità di Primiero e 5 comuni: Sagron Mis, Primiero San Martino di Castrozza, Mezzano, Imer e Canal San Bovo.

L’attività principale è quella turistica a cui sono collegate le imprese artigiane e commerciali, il settore degli alberghi e della ristorazione. Non dobbiamo dimenticare, poi, l’agricoltura che ha nel Caseificio Sociale di Primiero una notevole fonte di reddito.

Primiero, pur essendo un territorio molto lontano da Trento, ha un volontariato molto attivo e vivo che conta quasi 100 associazioni (associazioni culturali, sociali e sportive). Il territorio ha risentito della crisi economica che ha investito il nostro Paese; tuttavia in questo ultimo anno e mezzo pare ci sia qualche segno di ripresa. Una crisi dovuta non solo alla congiuntura economica nazionale e internazionale, ma anche alla mancanza di strutture adeguate e idonee per poter competere con altre località turistiche.

Tra le realtà ecclesiali locali merita ricordare: il gruppo missionario, che propone diverse iniziative per sensibilizzare il mondo delle missioni; la caritas, che aiuta materialmente le persone bisognose, ma vuole anche “ascoltare” e dare aiuto nel risolvere i bisogni che provengono dal territorio; la Pastorale del Turismo, che si rivolge invece ai turisti con varie proposte.

In questi ultimi tempi, anche da parte della Chiesa locale, viene rivolto alla popolazione un pressante appello alla collaborazione, all’unità e a mettersi in rete.

“La Chiesa – ci dice don Giuseppe Daprà – si adopera per creare una rete, una collaborazione che ci aiuti vicendevolmente sia nel campo pastorale che in quello economico”. Una delle maggiori preoccupazioni è quella della “tenuta” delle famiglie e del futuro dei figli. Viviamo in un tempo caratterizzato dalla povertà delle relazioni. Ultimamente si registrano anche famiglie in difficoltà a causa del gioco.

“L’annuncio del vangelo è molto importante – prosegue don Giuseppe – perché vuole presentare il volto di Gesù di Nazaret che è capace di rendere affascinante la vita cristiana”. Gli adulti fanno fatica ad “appassionare” i ragazzi ed i giovani. “Però questa difficoltà non ci deve fermare – continua ancora don Giuseppe – ma deve essere un trampolino di lancio. Non bisogna piangersi addosso, ma reagire”.

Nel periodo turistico i parroci locali, unitamente alla Pastorale del Turismo, propongono “l’accoglienza” che viene fatta non solo nelle chiese, ma anche negli alberghi. Diverse sono anche le iniziative rivolte ai locali e turisti, come “Primiero incontri” o le serata sulla “Laudato sì” sulla cura della casa comune. Infine, a breve, dovrebbe nascere anche un circolo dell’Associazione “Noi” legata alla rinascita ed alla valorizzazione degli oratori, per dare un nuovo impulso e stimolare la “vita della comunità”.

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