In partenza per Rio de Janeiro per partecipare alla sua terza Olimpiade, Francesca Dallapè compare in una campagna di affissioni e sui social per ricordare il suo impegno per le popolazioni del Sud Sudan ancora prive di acqua potabile.
Francesca Dallapè è testimone per l'Acav dal 2012, ha visitato le comunità di Uganda e Sud Sudan dove l’associazione trentina realizza progetti di cooperazione in ambito idrico, dotando i villaggi di pozzi che garantiscono acqua sicura. Per le mamme e per i bambini la presenza di un pozzo è una condizione minima di sopravvivenza. La disponibilità di acqua pulita cambia la vita delle persone, fa calare sensibilmente la mortalità infantile e la diffusione di gravi malattie trasmesse con acqua infetta.
In Sud Sudan 4 milioni e 730 mila persone non hanno acqua, non possono bere acqua pulita. La guerra, ripresa nel 2013, dopo un periodo di calma apparente sembra ricominciare. Si aggravano le condizioni di miseria e la disperazione. Per non lasciare che ogni giorno muoiano persone per mancanza di acqua, per il 2016 l'Acav ha deciso di impegnarsi nella costruzione di 75 nuovi pozzi nel Paese.
Anche in questa occasione Francesca Dallapè ha voluto impegnarsi direttamente. Per lei l’acqua è gioco, lavoro, impegno quotidiano, nell’acqua delle piscine trascorre gran parte della sua giornata e realizza il suo percorso sportivo, già ricco di successi. Ma non dimentica che per milioni di bambini e di mamme l’acqua è la sfida della sopravvivenza.