Come ogni estate, imponenti cartelloni dalla grafica inconsueta hanno iniziato a popolare il Trentino. Qualcuno potrebbe rimanere stupito di fronte alle fotografie che ritraggono delle ragazze dai capelli rosa o degli scienziati in una serra, ma per molti affezionati quello stile è inconfondibile. La firma è quella di Drodesera, l’avvenimento è World Breakers, così si intitola la 36a edizione del festival di arti performative che è in corso fino a sabato 30 luglio alla Centrale Fies a Dro (www.centralefies.it).
La centrale idroelettrica sul Sarca è da molti anni sede e motore di un appuntamento che spicca nella scena nazionale per intraprendenza e innovazione e che si contraddistingue anche per i metodi creativi di comunicazione. Nata dall’iniziativa di Dino Sommadossi e Barbara Boninsegna, la kermesse si è man mano arricchita di volti nuovi e progettualità coraggiose, fino ad assumere la fisionomia odierna.
Dal teatro alla danza all’arte visiva, passando per la performance e le installazioni, anche quest’anno il festival cerca il dialogo con artisti italiani e internazionali, componendo un programma assai variegato. Da segnalare i veneti Anagoor, il cui regista Simone Derai è fresco vincitore del premio Hystrio alla regia, gli eclettici danzatori di Collettivo Cinetico, i Sotterraneo (ex Teatro Sotterraneo) e la ricerca poetica di Alessandro Sciarroni.
Grande interesse e curiosità hanno suscitato i primi tre giorni interamente dedicati alle performance finali di “Live Works”, il bando che raccoglie, seleziona e sviluppa progetti artistici provenienti da ogni parte del mondo.
Chiara Marsilli