“Affinchè possa svolgere al meglio il mio compito di collaboratore di Papa Francesco in un momento della storia particolarmente burrascoso”
Rientrato in Vaticano, dopo il periodo di vacanza in Primiero, il Segretario di Stato Vaticano card. Pietro Parolin, 63 anni, primo collaboratore del Papa, ha voluto esprimere alla comunità primierotta “, una volta di più, la mia profonda gratitudine per l’accoglienza che è stata riservata a me e a mia mamma”.
“Sono stati bei giorni, sereni, di riposo per il corpo e per lo spirito” – scrive Parolin in un testo inviato al giornalista Gianangelo Pistoia, dell'ufficio stampa della Comunità di Valle, rivolto anche a Vita Trentina- : ho ancora negli occhi e nel cuore la bellezza del paesaggio – che ho imparato a godere e ad amare sin da seminarista, nei campeggi fatti ai Dismoni e in Val Canali – e la cordialità delle persone incontrate. Ne riassumo i volti in quello del carissimo don Giuseppe, che mi ha trattato con una squisita fraternità sacerdotale, con quell’amabilità con cui incontra e si interessa di tutte le persone. A lui, e insieme a lui a don Giovanni e agli altri confratelli con i quali ho avuto anche quest’anno la gioia di condividere un lieto momento conviviale, dico: grazie, di cuore!”
Il testo si allarga poi a tutta la comunità primierotta: “Un grazie che si estende a tutti gli abitanti della Comunità di Primiero, ai bambini, ai giovani, alle famiglie, agli anziani, agli ammalati e ai sofferenti. Su tutti invoco, abbondante, la benedizione del Signore e prego affinché Egli porti a compimento i desideri di bene del loro cuore. Mi permetta di dare alla mia preghiera due intenzioni particolari: la prima è che non si affievoliscano mai la fede e la vita cristiana, il patrimonio più prezioso della vostra terra, delle quali sono eloquente testimonianza le chiese di cui è disseminata la valle; e la seconda è che ci siano ancora ragazzi, ragazze e giovani capaci di dire un generoso sì Signore che li chiama a seguirLo e a servire i fratelli e le sorelle in una vocazione di speciale consacrazione, nel sacerdozio, nella vita religiosa, nell’impegno missionario”.
Molto significativa, anche alla luce degli ultimi eventi, la conclusione della lettera del card. Parolin: “Chiedo di ricordarmi nella preghiera, affinché possa svolgere al meglio il mio compito di collaboratore di Papa Francesco, a servizio della Chiesa universale, in un momento della storia particolarmente burrascoso. La saluto cordialmente, nella speranza che ci siano altre occasioni di incontro”..