“Chiediamo che il consigliere leghista Roberto Paccher faccia ricorso a tutte le proprie energie per un sussulto di buon gusto che lo porti a presentare pubblicamente le proprie scuse alle insegnanti della scuola dell’infanzia, certi che questo tipo di semplificazione e la pochezza di certe dichiarazioni non sia utile in questo dibattito, né si addica ad alcun contesto sociale, istituzionale, politico”.
Flc Cgil del Trentino si unisce al coro di proteste contro le affermazioni del consigliere provinciale leghista Roberto Paccher, il quale, ai microfoni di “A tu per tu”, un format di breve intervista ad esponenti politici del Consiglio provinciale di Trento, a proposito delle proteste contro l’allungamento del calendario a 11 mesi diceva che: “Scuse per non lavorare nel mese di luglio ne abbiamo sentite tantissime. La realtà è che fa comodo al corpo insegnante stare a casa nel mese di luglio pagato senza lavorare. Noi riteniamo che, visto che percepiscono lo stipendio, è opportuno che vadano a lavorare e che il mese di luglio svolgano un servizio che poi serve ai cittadini trentini”.
“Il ruolo di queste insegnanti comporta altissimi livelli di stress, in sezioni sovraffollate, con mezzi a malapena sufficienti e di cui l’attività d’aula è solo la parte che emerge, ma poi c’è la programmazione, la formazione, il rapporto coi genitori”, scrive Flc Cgil del Trentino in una nota.
“Un rappresentante delle istituzioni – aggiunge Flc Cgil – non può permettersi di fornire giudizi così sprezzanti e riduttivi come quelli dati da Paccher. Esiste però anche un tema di opportunità istituzionale e politico. I rappresentanti della Lega hanno tentato di abituare l’opinione pubblica a una comunicazione che parla alla pancia delle persone – noi non ci abitueremo mai – ma in questo caso come in altri, siamo convinti si sia scesi ben al di sotto della soglia minima accettabile di profondità di pensiero che deve, o meglio dovrebbe, governare e guidare il dibattito politico-istituzionale”.
Flc Cgil critica l’operato della Giunta provinciale, citando, oltre all’allungamento del calendario della scuola dell’infanzia, anche il ddl Cia sulla “libertà educativa”: “Semmai siamo noi cittadini trentini che, dopo tre anni e mezzo di silenzio, mancanza di visione e di competenza, dovremmo presentare le nostre rimostranze per la pochezza del lavoro svolto nel campo dell’istruzione, salvo poi trovarci a sei mesi da nuove elezioni a fare i conti con una raffica di iniziative senza né capo né coda, impraticabili in termini di tempi e modi come la proposta sulla ‘carriera docenti’, impresentabili dal punto di vista morale come il Ddl Cia, ingiuste come l’allungamento del calendario scolastico per le scuole dell’infanzia fortemente voluto dall’assessore Bisesti. Iniziative, con particolare riferimento alle ultime due citate, che hanno l’unico scopo di sobillare gli umori elettorali di alcuni genitori strumentalizzando i loro figli e la scuola per racimolare qualche voto a ottobre”.