L’associazione Adoratori riprende con ottobre il suo servizio di animazione presso la chiesa di s. Chiara, centro eucaristico diocesano. Ogni primo giovedì del mese, alle ore 16 offre a tutti la possibilità di condividere un’ora di adorazione eucaristica, per riconfermarsi, pregando insieme, in una fede sempre più centrata su Gesù, sempre più docile nel seguirlo come lui vuole. Un’ora al mese – il prossimo 5 ottobre dedicata al messaggio di Francesco per la Giornata missionaria – che apra il cuore alla grazia non solo di pregare, ma di vivere eucaristicamente.
Il Concilio Vaticano II ha giustamente messo in luce l’assoluta centralità dell’Eucaristia per la vita della Chiesa, e ha dato vita a un profondo rinnovamento della celebrazione. Ha sostituito l’uso millenario del latino con le diverse lingue nazionali, ha reimpostato i Lezionari, per spezzare più abbondantemente e organicamente il Pane della Parola, ha arricchito il Messale di nuove Preghiere Eucaristiche, e di una grande varietà di Collette e di Prefazi che aiutano a cogliere aspetti specifici dell’unico mistero di Cristo che si dipana nel corso dell’anno liturgico. Quanti rosari venivano sgranati in passato mentre il celebrante pregava in latino voltando le spalle all’assemblea. Oggi ciascuno può seguire dalla prima all’ultima parola e gustare intimamente l’inestimabile grandezza del dono che si rinnova in ogni celebrazione. Ma questo accade se si impara a partecipare in spirito di adorazione. E se, finita la celebrazione, lo spirito di adorazione si prolunga nel tempo e penetra nel tessuto delle nostre giornate. “La presenza eucaristica di Cristo ha inizio al momento della consacrazione e continua finché sussistono le specie eucaristiche” (Catechismo della Chiesa Cattolica 1377). “Approfondendo la fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, la Chiesa ha preso coscienza del significato dell’adorazione silenziosa del Signore presente sotto le specie eucaristiche” (CCC 1379).
L’adorazione eucaristica fuori dalla Messa ha questo valore specifico e insostituibile: ci ricolloca ai piedi di Gesù che rimane vivo e vero in mezzo a noi nell’ “amorevole fragilità” del segno del Pane (papa Francesco, Corpus Domini 18 giugno 2017). Ci aiuta a penetrare nel mistero che abbiamo celebrato e a celebrarlo sempre meglio.
Associazione Adoratori