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“Il Natale è un dono di salvezza che può cambiare la nostra vita e la nostra storia, malgrado le tante apparenze di segno contrario, che la cronaca quotidiana e l’esperienza personale ci mettono dinnanzi”. A ricordarlo è il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, nel suo messaggio di Natale diffuso a Gerusalemme. Ma “da cosa può mai salvarci un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia?” è la provocatoria domanda del custode. Innanzitutto, si legge nel testo, un bambino in fasce “può salvarci da una impostazione di vita falsata: non distingue il valore del danaro, non sa ancora cos’è una carta di credito, non ha bisogno dello smartphone, né di internet o di Facebook per comunicare, chiede semplicemente il latte materno, il calore del contatto umano, la vicinanza e la cura di qualcuno”. Ma può anche “salvarci dal nostro vivere ripiegati e accartocciati nella preoccupazione per noi stessi”!
“Un bambino in fasce – prosegue il custode – può salvarci dalla nostra presunzione, dalla prepotenza e dall’orgoglio, dal desiderio di farci valere a tutti i costi! Lui si presenta indifeso e ci disarma il cuore.