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“Ogni volta che veniamo pellegrini in questo luogo e varchiamo questa porta, compiamo il gesto evangelico del buon samaritano, a imitazione di Gesù”. Così l‘arcivescovo Luigi Bressan, da ieri Amministratore apostolico della Diocesi, poco prima di varcare la soglia dell’ospedale S. Chiara di Trento dove ieri pomeriggio, nella 24esima Giornata del malato, ha aperto un’altra significativa porta santa nel Giubileo della Misericordia.
“Apriamo la porta del nostro cuore, per fare esperienza profonda di umanità e tenerezza verso gli infermi” ha pregato Bressan, prima di guidare una processione fino alla chiesa dell’ospedale, dove ha poi concelebrato la S. Messa con l’Unzione degli infermi.
Ore di intensa preghiera, con lo sguardo rivolto agli ammalati anche per il neo-eletto vescovo di Trento monsignor Lauro Tisi.
In tarda mattinata, Tisi ha presieduto la s. Messa all’infermeria del clero, nel Seminario Diocesano, concelebrando insieme ai sacerdoti anziani e ammalati.
A metà pomeriggio, altra s. Messa per monsignor Lauro nella cappella dell’ospedale San Camillo.
Parole di incoraggiamento per i tanti ammalati presenti. “Voglio restarvi vicino” ha detto. Infine un paragone “clinico” del Dio misericordioso: “è il nostro colesterolo buono, quello che ripulisce il nostro sangue”, ha concluso Tisi e annunciando la volontà di aprire al S. Camillo una porta santa del Giubileo dopo la sua ordinazione episcopale.
Il nuovo vescovo ha deciso che il suo domicilio resterà l’appartamento dove vive attualmente, nella casa “San Vigilio” in via Barbacovi, residenza di altri preti diocesani.
L’attuale appartamento vescovile, nel palazzo di piazza Fiera, sarà comunque il suo “quartier generale” nell’esercizio del ministero episcopale.