Il “Grandangolo” di Vita Trentina segnala due nomi nel numero del 19 novembre 1989: quello di Michail Sergevich Gorbaciov e di Karol Wojtyla. “Due personaggi venuti dall’Est – scrive Arrigo G. Blair – si stanno rivelando in questi giorni i veri protagonisti della svolta epocale di fine millennio. La caduta del muro di Berlino non è forse il simbolo pregnante e il risultato più sconvolgente di una ‘Ostpolitik’ intrecciata, che nel giro di pochi mesi ha subito un’accelerazione impensabile, producendo uno scenario radicalmente nuovo in Polonia, Ungheria, Germania Democratica, Unione Sovietica, perfino Bulgaria?”.
È il 9 novembre 1989 quando crolla il muro di Berlino. Un evento che cambierà la Germania, l’Europa e il mondo. E che, sulle colonne del nostro settimanale, viene commentato dal politologo Paolo Pombeni. “Gli avvenimenti straordinari delle ultime settimane – così Pombeni apre la sua rubrica ‘Fatti e opinioni’ -, e soprattutto il crollo emblematico del muro di Berlino hanno impresso una apparente accelerazione alla storia che, se verrà confermato, prelude certo ad un profondo rivolgimento nelle politiche internazionali“.
Con il crollo del muro e la riunificazione delle due Germanie, Berlino Est entra nella Comunità Europea. E questo, fa notare Pombeni, pone una seria questione all’interno dell’Europa. “Sarà insomma difficile domani pensare che il Portogallo possa essere europeo e la Polonia no; pensare che l’Ungheria sia un’area esterna alla nostra tradizionale circolazione di merci. Per non dire di cosa succederà per alcune realtà che erano rimaste marginali per la loro collocazione rispetto all’Est come era il caso della Repubblica austriaca. Un’Austria fuori dalla Cee nel momento in cui essa non è più un Paese di confine ha ancora un senso?”.