È una folla innumerevole quella accorsa per assistere ai funerali dell’onorevole Elisabetta Conci, politica della Democrazia Cristiana e una delle 21 donne che hanno fatto parte dell’Assemblea Costituente. Conci muore il 2 novembre del 1965, all’età di 70 anni.
“Anche per lei, come già per suo padre il sen. Enrico, la morte ha messo in una vividissima luce una vita vissuta in perfetta coerenza cristiana, tutta spesa in luminose opere di carità, in un’ansia continua e infaticabile di bene, in un insaziabile desiderio di largire conforto, aiuto, soccorso ad ogni fratello incontrato sul proprio cammino”, evidenza la cronaca dell’epoca di Vita Trentina.
Per lei, l’arcivescovo di Trento spende parole commosse: “Figlia, in questo nostro Trentino, di un Uomo venerando, che per questi ideali d’Italia seppe cristianamente lavorare e combattere; discepola e sincera ammiratrice e amica di quella grandissima tempra di trentino e di italiano che fu Alcide Degasperi, essa tale ci risulta. Non per presunzione, né per vanità alcuna, né per terreno interesse o ambizione, essa accettò di servire, anche in alte responsabilità, la patria; ma per un intimo ideale che a un certo momento riconobbe quale sua vocazione definitiva, tanto da sentire in pace la sua coscienza quando, sembrandole troppo anguste, e pur sacre, le pareti della scuola, la sua intelligenza, la sua cultura, le sue mirabili doti umane, mise, in obbedienza pertanto, a servizio della patria”.
“La vita di Elisabetta Conci – sottolinea il nostro settimanale – rimarrà a lungo per tutti, ma specialmente per quanti intendono dedicarsi alla vita pubblica una scuola magnifica, nella quale potranno attingere esempio e conforto per l’attuazione di un cristianesimo veramente autentico e coerente, per un’attività veramente benefica e conquistatrice”.