Mettere in tavola il territorio e accorciare la distanza tra chi produce e chi consuma, coinvolgendo i piccoli produttori agricoli trentini per rendere la ristorazione scolastica uno strumento concreto delle politiche del cibo. È questa l’idea alla base dell’iniziativa Il nostro territorio in mensa, nata lo scorso anno scolastico nell’ambito del progetto europeo Surfit, dedicato alla costruzione di sistemi alimentari locali e sostenibili. Il progetto si inserisce in una strategia più ampia delle Politiche del cibo del Comune di Trento, che lavorano sui temi dell’alimentazione, della sostenibilità ambientale e della promozione di sani stili di vita anche attraverso la ristorazione scolastica.
Le mense della città infatti già da tempo utilizzano alimenti provenienti dal territorio e prodotti a filiera corta. La novità di quest’anno introdotta dal progetto riguarda in particolare la possibilità di coinvolgere anche le piccole aziende agricole locali nella fornitura destinata alla ristorazione collettiva, affrontando una delle principali criticità e cioè conciliare le esigenze di una rete di mense che serve ogni giorno migliaia di pasti con le dimensioni produttive e le modalità di consegna delle aziende di minori dimensioni. Tutto questo prestando attenzione all’impatto ambientale.
“Questo progetto parte da un’idea semplice: la mensa scolastica non deve essere considerata soltanto un servizio di ristorazione, ma anche uno strumento educativo”, ha detto nel suo intervento Andreas Fernandez, assessore alla Transizione ecologica e digitale con delega alle politiche del cibo del Comune di Trento.
La prima sperimentazione, realizzata all’Istituto comprensivo Comenius di Cognola, ha consentito di mettere a punto una nuova modalità organizzativa e logistica per portare nelle mense materie prime provenienti direttamente da piccole aziende agricole trentine. Le giornate speciali, con menù interamente composti da ingredienti locali, sono state il primo banco di prova. L’esperienza ha permesso di verificare concretamente la possibilità di costruire un rapporto più diretto tra aziende agricole e ristorazione collettiva e, allo stesso tempo, di coinvolgere studenti e insegnanti in un percorso di conoscenza del cibo, della sua origine e del lavoro necessario per portarlo dalla terra alla tavola.
Il progetto, promosso dal Comune di Trento insieme a Università di Trento, Comunità della Valle dei Laghi, Confagricoltura del Trentino, CIA Trentino Alto Adige Südtirol, Coldiretti Trento e F.t.Bio, con il coinvolgimento di produttori locali e Risto3, entra ora in una nuova fase. Per l’anno scolastico 2026-27, l’iniziativa viene confermata a Cognola a cui si aggiunge Mattarello e si amplia alla cucina dei Solteri, che produce quotidianamente circa 1.200 pasti, destinati anche alle mense scolastiche di Cadine, Gardolo (Pedrolli e Sant’Anna), Sanzio e Sardagna. Nel complesso dunque il progetto coinvolgerà fino a dieci mense e oltre 2.400 bambini.
Ma il salto di qualità non riguarda soltanto i numeri. Accanto alle cinque giornate speciali prende forma un sistema di forniture continuative da parte di piccole aziende agricole e allevamenti trentini, con l’obiettivo di rendere la presenza delle produzioni locali nella ristorazione scolastica sempre più a km 0. I piccoli produttori coinvolti passano così da quattro a sette. Gli alimenti che forniranno con continuità sono: farina per polenta, ortofrutta, carne, mele, trota e latticini.