A Carzano la commemorazione del “sogno” del 1917

Domenica 20 settembre a Carzano è stata ricordata l’operazione tentata nella notte tra il 17 e il 18 settembre 1917 – conosciuta come “Sogno di Carzano” -, quando un piano nato dalla collaborazione tra il maggiore italiano Cesare Pettorelli Lalatta e il tenente sloveno Ljudevit Pivko avrebbe dovuto aprire un varco nelle linee austro-ungariche in Valsugana. L’azione non riuscì e il 72esimo Battaglione Bersaglieri, spintosi fino a Carzano, rimase isolato e fu investito dalla reazione austro-ungarica.

“Ricordare ciò che accadde qui non significa soltanto rendere omaggio ai caduti, ma comprendere quanto fragile possa essere la pace e quanto sia necessario custodirla”, ha sottolineato il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, il quale ha preso parte alla cerimonia. Richiamando la frase di George Santayana, “Solo i morti hanno visto la fine della guerra”, il presidente ha ricordato come i conflitti lascino cicatrici che attraversano anche le generazioni successive. “A Carzano, più di un secolo fa, uomini di nazionalità diverse si trovarono gli uni contro gli altri dentro un’Europa lacerata. Oggi quegli stessi popoli possono ritrovarsi nello stesso luogo per ricordare insieme i propri morti. È forse questo il messaggio più forte che questo evento ci consegna”.

Soini ha poi richiamato la lezione del Novecento e il percorso europeo del dopoguerra. “L’Europa che abbiamo costruito ha trasformato antichi confini di guerra in luoghi di incontro. Anche la nostra Autonomia nasce da questa cultura del dialogo, dal riconoscimento delle differenze e dalla capacità di farle convivere”. In questo quadro, ha aggiunto, il Trentino rappresenta un’esperienza di convivenza tra comunità di lingua diversa, mentre luoghi della memoria come Carzano “non parlano soltanto del passato, ma interrogano anche il nostro presente e ci affidano una responsabilità per il futuro”.

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