Boschi fitti da attraversare, vecchine sole che abitano in casette sperdute, lupi che balzano fuori all’improvviso sono tutti ingredienti classici delle fiabe e delle storie di paura. Sono anche gli elementi base del nuovo libro di Anthony Browne, “C’era una volta nel bosco” (Donzelli; età 7+), che, però, come tutti gli albi da lui creati, non sono la “solita fiaba”, la “solita storia” sulla o di paura. In breve, la trama racconta di tre ragazzini, piccoli teppistelli che, passeggiando in un bosco, arrivano ad una casa dove vive da sola un’anziana e misteriosa signora. A uno di loro viene l’idea di farle dei dispetti. Ciò dapprima li diverte, ma poi, il ragazzo che ha avuto l’idea, per motivi vari rimane da solo e la cosa non è più così entusiasmante, tanto più che nel bosco risuonano rumori strani e improvvisamente compare anche un lupo. Da questo punto in poi la vicenda comincia ad avere uno sviluppo inaspettato, tipico delle narrazioni di Browne.
La storia sembra semplice e lineare, ma, in realtà, è una fiaba moderna affascinante e piacevolmente complessa. La scrittura, combinata alle illustrazioni, lavora molto in profondità: così il bosco non è solo un bosco, la vecchina non è una classica strega e il lupo, pur rivestendo il suo ruolo tipico, finisce con l’averne un altro diverso, scompaginando l’equilibrio della storia. Vari sono i possibili livelli di lettura di questo libro. Osservando bene le illustrazioni se ne trovano diversi nascosti nei dettagli che prendono vita funzionalmente
alle parole scritte. E poi ci sono i risguardi delle copertine che anticipano, concludono e, in fin dei conti, accompagnano la lettura, lasciando il dubbio se i tre ragazzini siano effettivamente usciti dal bosco. Non mancano numerosi rimandi agli altri albi di Anthony Browne e, con essi, gli spunti per fare tante interferenze. Perciò, anche se possiamo scrivere che questo libro è centrato sul tema della paura, delle apparenze, del bullismo, delle conseguenze delle proprie azioni e dell’empatia, in realtà ogni lettore che gli si avvicina con il suo bagaglio di vita e di lettura può trovarci tanto altro.
È questo, infatti, che rende grande questo autore: la sua capacità di far sì che il lettore rimanga spiazzato, si ponga domande, abbia dei dubbi così che, alla fine, cercando le proprie risposte, contribuisca a creare senso e a scoprire tanti diversi significati.