Non va giù alla sezione trentina di Italia Nostra la decisione della Provincia Autonoma di Trento di riqualificare di un terreno di proprietà di Trentino Trasporti in località Vela a Trento, realizzando un nuovo campo fotovoltaico per produrre energia rinnovabile e recuperare un’area inutilizzata.
“Il fotovoltaico deve limitarsi a utilizzare i tetti degli edifici esistenti e rispettare regole che salvaguardino il territorio. L’appoggio a terra dei pannelli è da evitare per diversi motivi, in primis per la tutela del paesaggio dall’invasione di strutture metalliche e superfici nere traslucide, quindi per l’eccessivo innalzamento della temperatura che producono sulla loro superficie (quando invece dovremmo tendere a contrastare o a mitigare gli effetti del surriscaldamento estivo prodotto dal sempre più evidente cambiamento climatico) ed infine per la salvaguardia del suolo, inteso come porzione superficiale del terreno, costituito da uno spessore di 30-40 centimetri di terra vegetale che è il laboratorio della biodiversità e il sistema vitale del nostro ecosistema. Ma inoltre, quello che in questo caso troviamo assolutamente improprio e fuorviante è l’uso del concetto di “area inutilizzata”. A leggere i documenti predisposti dalla Provincia, sembra quasi che quando un terreno non ha la possibilità di essere utilizzato a fini edificatori diventa irrimediabilmente un terreno inutilizzabile!”, protesta Italia Nostra Trento.
“L’area di proprietà di Trentino Trasporti in località Vela, non è affatto un’area inutilizzabile per la collettività, mentre lo è certamente per il suo attuale proprietario, che l’ha acquisita dal Comune di Trento all’inizio degli anni 2000 per realizzarvi un rimessaggio automezzi funzionale alla propria attività. Ed è sempre Trentino Trasporti che in occasione della Variante per opere pubbliche 2008 ha chiesto al comune di Trento l’estensione dell’area destinata a “trasporto pubblico e rimessaggio” alla p.f. 1994/6 per poter realizzare un intervento più strutturato, ma che poi ha deciso di accorpare tutte le funzioni di competenza nella nuova sede di Via Innsbruck lasciando i tre ettari e mezzo in località Vela in stato di semi-abbandono”, prosegue la nota degli ambientalisti. “Ed oggi, che come risulta dalla documentazione resa disponibile lo scorso 28 agosto sono in corso operazioni di “scambio” tra Provincia e Trentino Trasporti s.p.a. che vedono interessate le aree della Vela e il nuovo centro intermodale di Trento (il cui prezzo di compravendita risulta dagli atti essere stato stimato in euro 20.105.023,00), è evidente che la destinazione a verde pubblico non risulta appropriata con gli obiettivi dell’operazione patrimoniale in corso. Ancora una volta, dunque, assistiamo all’uso del PRG non come strumento di programmazione territoriale espressione di una politica lungimirante, ma come modalità per legittimare necessità puntuali che nulla hanno a che fare con una visione organica di assetto del territorio”.