Si intitola “Storie Contese” il particolare format di divulgazione storica che prenderà vita a Levico il 12 e 13 settembre prossimi, con una anticipazione cinematografica il 5 e 6 settembre, organizzato dall’associazione culturale La Bella Stagione aps e curato dai soci dell’associazione, gli storici Gustavo Corni e Francesco Filippi e dalla libraia Lisa Orlandi.
Più che un festival di storia, la rassegna vuole essere un laboratorio pubblico di racconto e comprensione del presente attraverso gli elementi storici, in un tempo segnato da polarizzazioni, semplificazioni e memorie in competizione tra loro. L’edizione inaugurale, intitolata “È finito il Novecento? Il troppo lungo secolo breve: storie e memorie in conflitto”, prende le mosse da una constatazione che ben conosciamo: il Novecento è forse terminato sul calendario, ma continua ad abitare i conflitti, i linguaggi politici e le fratture che attraversano il nostro presente. Le questioni che hanno segnato il secolo breve non sono archiviate, al contrario, continuano a chiedere interpretazioni e strumenti di lettura. Per questo il programma è costruito come un percorso unitario, pur nella pluralità di voci e discipline coinvolte.
Si parte sabato 12 alle 11.00 da una riflessione economica con il professore di UniTN Luigi Bonatti, interrogandosi sul rapporto tra capitalismo, innovazione tecnologica e disuguaglianze in una fase storica che sembra mettere in discussione alcuni dei presupposti su cui si è fondata la democrazia europea del secondo dopoguerra.
Nel pomeriggio di sabato (alle 17.30) con Giorgio Zanchini, a partire dal caso Lockerbie, il discorso si sposta invece sulle origini di molte delle narrazioni geopolitiche che hanno caratterizzato gli ultimi decenni, dal tema dello scontro di civiltà al rapporto tra Occidente e mondo arabo, mostrando come alcuni passaggi apparentemente circoscritti abbiano anticipato dinamiche destinate a segnare il passaggio tra Novecento e XXI secolo.
Uno degli appuntamenti centrali è quello di sabato sera (Palazzo delle Terme, alle 20.45) dedicato a Carlo Ginzburg, figura che rappresenta molto più di un semplice riferimento storiografico. La sua lezione costituisce uno dei fondamenti ideali della manifestazione: rigore della ricerca, attenzione agli indizi, rifiuto delle semplificazioni e capacità di rivolgersi a un pubblico non specialistico senza rinunciare alla complessità. La presenza della storica Ottavia Niccoli, tra le più autorevoli protagoniste di quella stagione intellettuale, offre l’occasione per riflettere sull’eredità di una concezione della storia come pratica civile e democratica. A questa riflessione si collega idealmente anche la presenza dello scrittore Matteo Melchiorre, tra le voci più originali della narrativa storica contemporanea. Nei suoi libri e nel suo lavoro di ricerca, la grande storia emerge infatti dai margini, dai documenti minori, dalle vicende individuali e dai territori, secondo una prospettiva che dialoga profondamente con la tradizione della microstoria italiana. Lo spettacolo teatrale – proposto nel pomeriggio di domenica 13 – tratto dal viaggio quattrocentesco di Clemente Miari rappresenta così uno degli esempi più efficaci di come la ricerca storica possa trasformarsi in racconto condiviso, rendendo accessibili a un pubblico ampio temi e metodi che appartengono alla migliore tradizione storiografica.
La domenica mattina (ore 11.00, Serre del Parco storico) apre con il caso del Sudtirolo, affrontato con la consigliera provinciale Brigitte Foppa, lo scrittore e formatore Gabriele Di Luca e l’autore meranese Sepp Mall tradotto e pubblicato in Italia da Keller editore. Il Sudtirolo rappresenta una sorta di distillato storico e locale del Novecento europeo: uno spazio nel quale convivono memorie, identità linguistiche, appartenenze nazionali e modelli di convivenza che continuano a interrogare il presente. Un territorio nel quale molte delle questioni aperte dal secolo scorso non si sono raffreddate ma continuano a manifestarsi in forme nuove.
Infine, la tavola rotonda conclusiva domenica sera (Palazzo delle Terme) con gli storici Mark Gilbert, Egidio Ivetic e Giorgia Proietti amplia lo sguardo verso il futuro, interrogandosi sul ruolo dell’Europa con alcuni tra i massimi studiosi di integrazione europea, Europa orientale e storia antica, in un mondo che non riconosce più l’antica centralità dell’Occidente. Un’Europa che sempre più spesso è chiamata a guardarsi dai propri confini, dalle proprie periferie e dai propri margini, quei “bordi” dai quali oggi emergono alcune delle trasformazioni più significative della nostra epoca.
Ad anticipare la manifestazione sarà la proiezione integrale di Novecento di Bernardo Bertolucci a cinquant’anni dall’uscita, commentata dal critico cinematografico UniTN Alberto Brodesco: non come semplice omaggio cinematografico ma come premessa ideale dell’intero percorso; una grande narrazione capace di restituire la complessità, le contraddizioni e le speranze del secolo che StorieContese intende interrogare. L’ambizione è quella di sperimentare anche in Trentino un modello di storia pubblica che sia insieme rigoroso e accessibile, capace di coinvolgere studiosi, insegnanti, studenti, lettori e semplici cittadini. Non un evento per specialisti, ma un luogo nel quale il sapere storico torni a svolgere una funzione pubblica, fornendo strumenti per comprendere il presente senza semplificarlo.
Tutti gli incontri saranno validi come crediti formativi per i docenti (certificazione a cura del MITAG) e sono previste iniziative di divulgazione storica e gioco dedicate agli insegnanti grazie ai volontari dell’associazione Puntozero aps.