Da venerdì 4 settembre, negli spazi dell’Atelier Benigni degli editori di via Belenzani 51, a Trento, sarà possibile visitare la mostra “Der Seelengarte, ovvero l’Orto”, che fino a giovedì 29 ottobre esporrà le opere di Claus Soraperra. L’inaugurazione è in programma proprio venerdì 4 settembre alle 18, alla presenza del curatore Fiorenzo Degasperi, che assieme all’artista darà vita ad un breve momento di presentazione della mostra, incentrata sulla suggestione antica del giardino dell’anima, che in questo caso si spoglia del dato figurativo e botanico per farsi pura geometria della coscienza, campitura di materia, architettura dell’intimo.
Per Claus Soraperra nelle pieghe del mondo esiste un perimetro segreto, un hortus conclusus nato dall’incontro tra la pietra e la luce, dove la geometria della mente cede al respiro delle foglie e il paesaggio vegetale si spoglia dell’idillio per farsi architettura del pensiero. Non è soltanto un recinto di rami e di fioriture, ma una soglia interiore: un luogo in cui la suggestione bucolica, persa ogni nostalgia di idilliaca innocenza, si trasforma in spazio schiettamente filosofico. Qui l’atto di tracciare la forma e stendere il colore non mira a copiare la superficie delle cose, ma ad abitare la loro sostanza metafisica. Ogni pennellata agisce come un gesto rituale, un diaframma trasparente che affiora sulla superficie per rivelare ciò che tace sotto la crosta del visibile, la pittura diviene la soglia d’accesso attraverso cui l’occhio svela l’essenza prima del mondo. Attraverso questo filtro d’arte, il giardino rivela la sua veridicità più profonda: non un rifugio per sfuggire al tempo, ma il palcoscenico discreto di una spiritualità immanente.
Ogni pennellata, ogni campitura e ogni traccia di materia agiscono come pietre posate a difesa di un mondo intimo in cui le regole le detta ancora la poetica, e non il compromesso. Il ritiro nel proprio recinto non è un atto di resa, ma la ricostruzione di un centro: un punto fermo da cui contemplare il mondo a distanza di sicurezza per continuare a coltivare, nel raccoglimento, quella bellezza e quel senso che fuori non trovano più dimora. E non è un caso che a chiudere questo rigoroso ciclo formale sia la verticalità di un’opera concepita come un vettore infinito.
L’esposizione è visitabile all’Atelier Benigni degli editori dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19, ed il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Claus Soraperra vive e lavora a Canazei nel cuore delle Dolomiti, una regione mitteleuropea culturalmente contaminata dalle due grandi culture europee, quella tedesca e quella latina, cerniera e confine annebbiato di un’Europa che continuamente deve fare i conti con la propria identità ed il proprio senso di appartenenza. Formato all’Accademia di Venezia, ha insegnato “Didattica e metodologia dell’arte” presso la Libera Università di Bolzano e ha tenuto il Laboratorio di Figurazione e Design presso il Liceo Artistico Sen Jan di Fassa.