Il Consiglio provinciale non riesce a trovare la quadra sulla definizione di consenso, votazione rimandata

Il principio del consenso libero ed esplicito nella definizione del reato di violenza sessuale ha animato il dibattito del Consiglio provinciale nel pomeriggio di martedì 16 luglio.

La proposta di voto, presentata dalla consigliera del Partito democratico del Trentino Michela Calzà, sollecitava il Parlamento ad esprimere una posizione chiara a sostegno del principio del consenso libero, attuale ed esplicito, in coerenza con la Convenzione di Istanbul.

Il documento ha registrato il sostegno delle opposizioni e le perplessità della maggioranza, favorevole ad attendere l’esito dei lavori al Senato. Dopo due riunioni e il tentativo di elaborare un testo condiviso, la seduta si è conclusa senza arrivare al voto, che è stato rinviato.

Per Cgil Cisl e Uil, “la decisione di rinviare la discussione rappresenta un segnale che ci preoccupa. Quando si parla di consenso, di libertà e di tutela delle donne, non possono esserci tatticismi politici o rinvii dettati da equilibri di maggioranza. È necessario assumersi una responsabilità pubblica e istituzionale. Il consenso non è un tema ideologico. È il principio cardine che distingue una relazione libera da una violenza”.

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