Percorrendo le vie delle madri di Tiziana Catino (Thèodolite, 2025) è un inno al valore femminile riscoperto e valorizzato riscattandolo dall’indifferenza dei tempi.
Un lavoro di ricerca delle origini sul campo, un’opera “prima” realizzata con coraggio da Tiziana Catino, mettendo in evidenza la capacità delle donne di far fronte (comune) contro le difficoltà della vita, nel tentativo di risalire la china dimostrando uno spirito di resilienza davvero notevole. Resilienza come capacità di riprendersi dopo un danno e di riorganizzare positivamente la propria vita nonostante e in mezzo a situazioni difficili: una predisposizione che è innata nelle donne di casa Cornella, aduse ad affrontare le difficoltà e riorganizzare la propria vita in modo positivo, mantenendo nonostante tutto un equilibrio psichico ed emotivo.
È noto il ritardo nella considerazione dell’universo femminile come entità autonoma di documentazione: risale solo al 2006 il censimento promosso su scala nazionale per raccogliere i dati relativi a fondi archivistici riguardanti la condizione femminile, nella speranza di recuperare nel tempo un mondo, quello femminile, a rischio dispersione se non ostracismo.
In questa prospettiva Tiziana fa proprio il potere della conoscenza come liberazione dai pregiudizi, tanto è la sua ansia di libertà e di liberazione dai tanti ceppi che circondano la donna.
Il libro si segnala dal punto di vista storiografico per una vicenda importante che emerge dall’appassionata ricostruzione di Tiziana riguardante la storia del curato di San Lorenzo in Banale, don Antonio Prudel, parallela a quella di Benito Mussolini, futuro duce, ambedue personaggi che approfittano della loro autorità maschile per assoggettare le donne al loro piacimento e costringerle ad avere un figlio non riconosciuto.