In centro storico, a Trento, i negozi non spariscono ma cambiano: la ricerca dell’Università di Trento

È un processo irreversibile la crisi nel commercio nei centri storici? La trasformazione in atto può essere guidata in modo da evitare una desertificazione che finisce per snaturare lo spazio urbano? A queste e ad altre domande tenterà di rispondere la tavola rotonda “Abitudini di consumo, commercio e rigenerazione urbana” in programma mercoledì 15 aprile, dalle 14.30, nell’aula Kessler del Palazzo di Sociologia in via Verdi. L’incontro sarà l’occasione per presentare i risultati della ricerca sostenuta dal tavolo di collaborazione Comune di Trento/Ateneo UniCittà dal titolo “Commercio di prossimità nel Comune di Trento: ruolo, evoluzione e prospettive” e per avviare un confronto con i dati in possesso del Comune di Rovereto sugli spazi commerciali non utilizzati. La tavola rotonda nasce dunque dalla riflessione comune avviata dai due Comuni insieme all’Università, trait d’union e insieme perno di un’attività di ricerca sul commercio che mira non solo a descrivere la crisi in atto ma anche a orientare le politiche urbane.

La ricerca. La ricerca è stata condotta attraverso un approccio metodologico misto che ha previsto l’utilizzo combinato di metodi qualitativi e quantitativi e ha visto la collaborazione tra il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università e il Comune di Trento. Il lavoro ha coinvolto attivamente studenti e tirocinanti, che hanno partecipato alla raccolta e all’analisi dei dati, i cittadini, attraverso un questionario online che ha raccolto 1.226 risposte valide, e infine i commercianti, mediante 20 interviste realizzate nelle quattro vie simbolo del centro storico – San Pietro, Suffragio, San Martino e Cavour – integrate da due colloqui con osservatori privilegiati. A questi strumenti si sono affiancati analisi storiche, mappature georeferenziate delle attività commerciali e osservazioni etnografiche sul campo.

Ciò che rende peculiare questo lavoro non è la quantità dei dati, ma l’integrazione delle prospettive: dati strutturali, percezioni dei cittadini ed esperienze dirette degli operatori. La ricerca si fonda su dati di recente rilevazione: il questionario ai cittadini è stato somministrato tra giugno e agosto 2025, le interviste ai commercianti si sono svolte tra agosto e ottobre 2025, le mappature diacroniche hanno consentito di confrontare la configurazione commerciale delle quattro vie negli anni 2014, 2018 e 2025, evidenziando le tendenze evolutive dell’ultimo decennio.

Stabilità dei numeri, crollo dell’identità. Tra il 2014 e il 2025, il numero totale di attività nelle quattro vie simboliche del centro è rimasto quasi identico (da 170 a 171). A prima vista, sembrerebbe una fotografia di stabilità, se non di salute. Dietro questa apparente stabilità si nasconde una trasformazione radicale e silenziosa. Non è la stabilità che ci si aspetta, ma una trasformazione profonda del Dna commerciale.

I numeri sono eloquenti: la chiusura di 11 negozi di abbigliamento evidenzia un crollo verticale del comparto che storicamente definiva lo shopping cittadino. L’apertura di 9 attività di ristorazione/take-away mostra la “foodification” galoppante, specialmente in strade come via Cavour. Il calo delle attività artigianali (-2) è il segnale della scomparsa di un saper fare che è parte dell’identità locale. L’aumento delle associazioni (+4) indica la comparsa di nuove protagoniste (culturali e sociali) che cercano di riempire i vuoti lasciati dal commercio tradizionale.

Dunque il centro storico di Trento non sta morendo, si sta trasformando in qualcos’altro. Stiamo assistendo a una sostituzione di identità: dove c’erano botteghe, artigiani e negozi di abbigliamento, oggi ci sono takeaway, ristoranti e locali. Il problema non è il numero di vetrine aperte, ma cosa c’è dentro quelle vetrine e cosa questo significa per la vita dei residenti e per l’unicità della città.

Il tema della sicurezza. La sicurezza è un tema emotivo che cattura l’attenzione. Il report offre a questo riguardo un quadro sfumato. Il 57 per cento dei cittadini che hanno risposto al questionario si sente sicuro o molto sicuro nel centro storico. Tuttavia, quasi 500 persone esprimono preoccupazioni e la percezione varia drasticamente da una via all’altra. La sicurezza non è un concetto omogeneo, ma un’esperienza profondamente localizzata e divisiva. Mentre alcune aree vengono percepite come ordinate e sicure, altre vengono descritte come “fuori controllo”. Via Cavour rappresenta l’esempio più lampante della frattura. I commercianti la descrivono con termini durissimi: “degrado”, “abbandono”, con episodi segnalati di conflittualità e una percezione diffusa di insicurezza che scoraggia la permanenza. Via San Martino, al contrario, viene descritta come un modello virtuoso di coesione e socialità, dove la sicurezza è data proprio dalla vitalità e dalla presenza di una comunità attiva.

Non possiamo più parlare di sicurezza del centro storico in termini generali. Emergono differenze significative tra le diverse vie: alcune sono percepite come tranquille e vitali, altre mostrano segnali di maggiore fragilità. La sfida è rafforzare l’equilibrio e la coesione del centro storico, valorizzando le esperienze positive già presenti.

Il programma della tavola rotonda. Alle 15 è prevista l’apertura dei lavori con i saluti istituzionali del professor Marco Brunazzo, direttore del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento, di Alberto Pedrotti, assessore all’Economia e montagna del Comune di Trento e di Michele Dorigotti, assessore alla Partecipazione e al commercio del Comune di Rovereto.

Dalle 15.30 alle 16.30 ci sarà la presentazione dei risultati della ricerca “Spazi” a cura di Francesca Forno (responsabile scientifico), Leonardo Boatto, Ismaele Corso, Carmen Papapicco. Verranno illustrati i dati raccolti sul commercio di prossimità a Trento nell’ambito della ricerca sostenuta dal Protocollo UniCittà, avviando un confronto con le rilevazioni sugli spazi commerciali non utilizzati nel Comune di Rovereto.

Dalle 16.30 alle 17 Davide Agazzi, co-fondatore di From, esperto di sviluppo locale e innovazione sociale, analizzerà il tema “Rigenerazione urbana e commercio di prossimità: Spunti di riflessione a partire dalla ricerca”. Dopo le domande del pubblico, a partire dalle 17.30 ci sarà la tavola rotonda a cui parteciperanno gli attori del territorio, ovvero gli assessori Dorigotti e Pedrotti e i rappresentanti delle associazioni dei commercianti e di altre categorie economiche.

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