Nasce anche in Trentino il comitato della società civile per il No. Ne fanno parte Acli, Anpi, Arci, Cgil e Udu, che in una conferenza stampa hanno illustrato le ragioni per opporsi, votando no, alla riforma della giustizia, che sarà sottoposta a referendum costituzionale il 22 e 23 marzo prossimo.
Sul metodo e sul merito del provvedimento è intervenuto il presidente delle Acli trentine, Walter Nicoletti, mettendo l’accento sull’importanza della partecipazione a questa consultazione e sulla responsabilità che tocca tutti nel momento in cui ci si appresta a modificare la Costituzione. “Il tema tocca il cuore della nostra democrazia. Riteniamo che la riforma presenti criticità rilevanti perché si tratta di un’iniziativa che proviene esclusivamente dal Governo e non dal Parlamento”. Di riforma che non risponde ai bisogni dei cittadini ha parlato il segretario generale della Cgil Andrea Grosselli (“La riforma Nordio non scioglie i veri nodi della giustizia italiana”), mentre Andrea La Malfa, presidente di Arci del Trentino, ha paventato il rischio che la riforma mini l’autonomia della magistratura. Sul tema ha insistito anche il presidente dell’Anpi Mario Cossali.
Venerdì 27 febbraio alle 20.30 nella Sala inCooperazione in via Segantini, 10 a Trento il Comitato Giusto dire No del Trentino-Alto Adige, in collaborazione con le Acli trentine, organizza un’assemblea aperta alla cittadinanza per presentare le ragioni del no alla riforma.