Sono tecnologia digitale, innovazione in ambito digitale, smartphone e intelligenza artificiale le parole chiave di MUSE Tech, il nuovo programma che per il 2026 animerà lo Spazio Agorà del Museo delle Scienze di Trento, presentato dal direttore del MUSE Massimo Bernardi nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio. ”È una sorta di accoglimento critico dell’innovazione digitale e dell’IA, perché se da un lato la rendiamo parte della nostra offerta culturale, dall’altro lo facciamo chiedendoci quale sia la grande rivoluzione digitale che vogliamo. Fa parte del ruolo di un museo come il nostro – ha spiegato Bernardi -. Quest’anno vogliamo immergerci in questa dimensione importante di trasformazione, ma al contempo capire come fare a guidarla, in modo critico e consapevole”. È a partire da questo che nello Spazio Agorà ha preso vita “Tech IT Easy! Vivere con lo smartphone”, un allestimento curato da Lucilla Galatà che fino al 27 settembre permetterà ai visitatori di indagare il proprio rapporto con lo smartphone e comprenderne gli effetti.
“Abbiamo instaurato un rapporto fisico, corporeo, con lo smartphone”, ha detto Galatà, citando uno studio che, monitorando circa 100 persone, 24 ore su 24 per 5 giorni alla settimana, dimostra che una persona tocca il suo smartphone in media 2617 volte al giorno. “Lo tocchiamo continuamente e dietro ogni tocco c’è un bisogno, a volte espresso, a volte un po’ nascosto. Ecco, tutto questo uso come ci ha cambiati? Che cosa è cambiato in noi? Che cosa è cambiato nelle relazioni?”, si chiede la curatrice. L’obiettivo di Tech IT Easy! è quello di invitare il pubblico a riflettere sul rapporto che ciascuno di noi ha con lo smartphone, analizzandolo attraverso la lente del benessere nelle sue tre dimensioni fondamentali: fisica, mentale e sociale. In particolare, l’installazione in Agorà e il programma pubblico si focalizzano sull’impatto di smartphone e social network, che diventano simboli delle trasformazioni dell’Antropocene: strumenti che influenzano salute, relazioni e identità, generando opportunità ma anche nuove fragilità.
Il nuovo allestimento di MUSE Agorà invita il pubblico a esplorare una delle relazioni più intime e complesse della contemporaneità: quella con lo smartphone. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso una struttura ispirata a un labirinto che possa riflettere il senso di disorientamento che l’immersione digitale può talvolta generare nelle nostre vite. L’esperienza prende il via da una riflessione sul legame quasi fisico che ci unisce ai dispositivi mobili e interrogandosi su come questi strumenti siano diventati vere e proprie estensioni delle nostre capacità cognitive. Lungo il percorso è possibile toccare con mano l’evoluzione storica dei cellulari e approfondire gli effetti dell’uso prolungato dei dispositivi digitali su mente e corpo. Nella “Black Box” viene svelato l’impatto invisibile della tecnologia: algoritmi, server e utilizzo di risorse che conferiscono un peso concreto e ambientale a ciò che percepiamo come etereo e immateriale. Si parla anche di educazione al digitale e dell’importanza di non limitarsi al conteggio del tempo speso davanti allo schermo, ma di accompagnare le persone più giovani nell’alternanza tra vita online e offline. È possibile leggere ed ascoltare storie in prima persona che raccontano il proprio rapporto con lo smartphone, descrivendone potenzialità e preoccupazioni. Tech IT Easy! si conclude con un invito alla riflessione sul futuro del digitale e a trasformare l’automatismo dei tocchi sullo schermo in scelte più informate e consapevoli.
Elemento centrale dello spazio è un ledwall di circa 4,2 x 2,4 metri, concepito come portale visivo nell’Agorà. Sul ledwall è proiettata la videoinstallazione “Ceci n’est pas un téléphone”, curata da Guido Laino, con la fotografia di Edgar Druhen per HarpoLab/il Funambolo, e la partecipazione di Maddalena Galvagni, Silvino Gianotti, Aaron Giordani e Orietta Mazzalai. Quattro persone rappresentano alcune delle tante e diverse interazioni che ciascuno ha con il proprio smartphone. Nel video i mondi mutevoli a cui si accede attraverso lo smartphone sono rappresentati attraverso le illustrazioni animate di Asia Giuliani.
Accanto al percorso espositivo, Tech IT Easy! si espande in un programma pubblico che anima MUSE Agorà con incontri, spettacoli, momenti formativi e attività partecipative. Sotto il titolo “Tech Tales. Incontri che connettono”, il calendario propone occasioni diverse per guardare oltre lo schermo e interrogarsi sul rapporto con lo smartphone, compagno quotidiano di lavoro, relazioni e tempo libero. Nel loro insieme, questi appuntamenti ampliano e approfondiscono i temi dell’installazione con linguaggi differenti — dalla divulgazione scientifica alla performance artistica, dal dialogo alla progettazione condivisa — rafforzando l’idea di Tech IT Easy! come spazio aperto, partecipato e in continua evoluzione.
L’8 marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’incontro “La tecnologia non è neutra” invita ad approfondire bias, scelte progettuali e rappresentazioni che modellano app, giochi e intelligenze artificiali. Con Maria Teresa Stella, Senior UX Designer, e Fe Simeoni (Libera Università di Bolzano ed Eurac Research), l’appuntamento — supportato da Speck&Tech — offre strumenti per osservare il digitale in modo più consapevole.
Il programma prosegue il 26 marzo con “Quando arriva lo smartphone”, un momento di confronto dedicato a genitori, nonne, nonni e caregiver per affrontare domande educative cruciali: quando è il momento giusto? Quali regole funzionano? Con la psicologa Giulia Tomasi e Mauro Cristoforetti (area Media Education – EDI Onlus), l’incontro esplora temi come autonomia, tempi di utilizzo e gestione delle situazioni delicate.
Il 16 aprile “Pan&Botóni”, a cura di Speck&Tech, propone un taglio pratico: trucchi per utilizzare meglio lo smartphone e strategie per riconoscere truffe, fake news e rischi online, con un linguaggio chiaro e accessibile.
Il 21 aprile l’appuntamento “Vite digitali: mente, relazioni e rischi nell’era dei social media” approfondisce il rapporto tra ambiente digitale, social network e benessere, intrecciando psicologia, neuroscienze e cultura. Con la professoressa Ornella Corazza e il neuropsichiatra Pierluigi Simonato (Addiction Science Lab – Università di Trento), l’incontro esplora gli effetti dei social media su identità, relazioni e comportamenti.
In collaborazione con il Trento Film Festival, nei giorni della kermesse, si terranno due appuntamenti dedicati al rapporto tra montagna, smartphone e nuove forme di frequentazione e sicurezza.
Il 14 maggio, “Davanti, dentro e attraverso lo schermo” riapre uno spazio di confronto diretto con adolescenti: come incidono smartphone, app e social sul benessere e sul tempo quotidiano? Ancora con Giulia Tomasi e Mauro Cristoforetti, l’incontro favorisce domande aperte e scambio di esperienze.
Il 5 e 6 giugno il museo si trasforma in laboratorio creativo con la Museum Game Jam, realizzata in collaborazione con International Game Developers Association Italy. Per 24 ore, trenta partecipanti lavoreranno in team per ideare e sviluppare prototipi di videogiochi per dispositivi mobili, capaci di divertire e stimolare una riflessione critica sul rapporto quotidiano con il digitale.
Chiude il programma, il 24 settembre, “BIP BIP – Notifica in arrivo!”, uno spettacolo di improvvisazione teatrale a cura di Giardino delle Arti. A partire dalle storie del pubblico, lo spettacolo mette in scena gioie e contraddizioni della vita connessa: notifiche attese o temute, chat infinite, messaggi vocali e chiamate che fanno battere il cuore.
Il programma è realizzato con il supporto di Casse Rurali Trentine.