Si è svolto venerdì 27 febbraio, presso la sala del Municipio di Storo, l’incontro pubblico dedicato alla presentazione del nuovo servizio di accompagnamento allo screening mammografico promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) – Associazione provinciale di Trento, delegazione Valli Giudicarie e Rendena. La serata ha rappresentato anche un importante momento di approfondimento sul tema della prevenzione e dell’adesione ai programmi di screening.
“Oggi non presentiamo soltanto un progetto di trasporto, affermiamo un principio: il diritto alla prevenzione deve essere garantito a tutte le donne, indipendentemente da dove vivono. L’avvio di questo servizio nelle Giudicarie è un segnale concreto: significa dire alle donne del territorio che la loro salute è una priorità e che distanze, impegni familiari o lavorativi non devono diventare ostacoli alla prevenzione”, ha detto l’assessore alla salute della Provincia di Trento Mario Tonina, che ha evidenziato anche il valore della collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario e associazionismo. “Questa iniziativa dimostra che quando pubblico, sanità e volontariato lavorano insieme si costruiscono risposte efficaci e mirate. Le realtà associative hanno una capacità unica di ascolto e di prossimità, mentre il sistema sanitario garantisce qualità clinica e presa in carico: è dall’integrazione di questi livelli che nasce una rete capace di ridurre le disuguaglianze e portare la prevenzione più vicino alle persone”, ha dichiarato Tonina, richiamando l’impegno della Provincia sul fronte degli screening e ricordando l’abbassamento dell’età di accesso allo screening mammografico a partire dai 49 anni, insieme alla volontà di proseguire in una strategia che investe sulla diagnosi precoce come strumento fondamentale di tutela della salute delle donne.
La direttrice LILT, Valentina Cereghini, ha quindi illustrato l’organizzazione del nuovo servizio di trasporto, pensato per accompagnare le donne del territorio verso i centri di screening, superando barriere logistiche e organizzative che talvolta limitano l’adesione ai programmi di prevenzione. È stato inoltre messo in luce il ruolo di raccordo con il territorio svolto dal Distretto Famiglia Valle del Chiese e il sostegno delle realtà locali coinvolte nel progetto.
Nel corso degli interventi, Elisa Lombardi, referente istituzionale del Distretto Famiglia Valle del Chiese, ha rimarcato come il progetto risponda a bisogni concreti delle famiglie e contribuisca a rendere più accessibili i servizi di prevenzione, mentre Stefania Giacometti, in rappresentanza dei presidenti delle RSA del territorio, ha sottolineato la valenza sociale dell’iniziativa e la scelta di sostenerla come azione a favore della comunità.