Una nuova casetta per lo scambio di libri è comparsa nella frazione di Maso Callianer, a Lavis. Dietro l’iniziativa c’è una storia particolare: alcuni residenti desideravano uno spazio dove lasciare i libri già letti e prenderne altri, per riuscire a diffondere il piacere della lettura. La richiesta è stata presentata al Comune, che ha deciso di sostenerla.
Il cantiere comunale si è quindi messo al lavoro, seguendo il progetto del geometra Vittorio Ugolini del municipio. A inizio settimana la casetta è stata installata dagli operai, pronta per diventare un punto di riferimento per i lettori della zona.
Maso Callianer è una piccola frazione a nord di Lavis, tra Zambana e Nave San Felice. Allargando però lo sguardo all’intero territorio comunale, si scopre che è ormai costellato di iniziative simili: piccoli spazi nati grazie all’impegno dei cittadini che, nel tempo, hanno contribuito a trasformare Lavis nel paese delle piccole librerie libere.
La prima casetta di legno è stata costruita ancora nel 2012 sul Pristol, per iniziativa dell’artista lavisano Carlo Devigili, che viveva nella casa accanto, insieme a Lia Nesler. Devigili è morto sette anni fa, ma la libreria è rimasta nel frattempo attiva. Ci sono volontari che se ne prendono cura, e cittadini comuni che qui lasciano i loro libri, prendendone altri in cambio. Fin dall’inizio, l’obiettivo era di creare uno scambio culturale “dal basso”.
Ed è diventato un esempio per altre iniziative simili. Si scambiano i libri in via 4 Novembre e in una casa all’imbocco del parco urbano. In via Mulini, una casetta è stata costruita da Gilberto Michelon: “L’ho fatto per la comunità”, spiega Michelon.
“È stato un esperimento”, racconta sua moglie, Cristina Jachemet. “Buttare un libro è sempre un peccato, cercavamo un modo per ridargli vita. Abbiamo provato a mettere dieci libri e nel giro di poco sono diventati trenta. Si dice spesso che non si legge più, io credo che non sia vero: il problema è che i libri sono costosi e non tutti se li possono comprare”.
La soluzione è scambiarsi libri fra sconosciuti. Il successo di queste iniziative è facile da certificare: basta passeggiare ogni tanto per il paese. Capita spesso di vedere qualcuno che si ferma per lasciare un libro e prenderne un altro. “Passano persone di tutte le età”, dice Jachemet. “Spesso sono bambini con i nonni”.
Da un paio di anni un’altra piccola libreria si trova all’ingresso della scuola di danza Ritmomisto. E una piccola libreria è stata montata nel 2019 anche nel piazzale delle scuole elementari, al polo Grazioli di via Degasperi.
“Non è accessibile agli esterni, è riservata ai bambini della scuola”, spiega l’insegnante Milena Bernard. “Volevamo un angolo diverso per la ricreazione, perché diventasse un momento in cui si potesse anche leggere, non solo correre”. Il progetto è stato ideato dai bambini delle elementari, ma la costruzione è stata poi affidata su committenza ai ragazzi delle scuole medie, attraverso un progetto – chiamato “Officina dei saperi” – che valorizza chi è attratto dai lavori più manuali.
Dunque la nuova casetta di Maso Callianer, realizzata questa volta dal Comune, si inserisce in un panorama più ampio, che sta trasformando Lavis in un paese dove la lettura resiste. E anzi si diffonde sempre di più.