Alle 17 di giovedì 22 gennaio il Centro Studi Judicaria di Tione ospita l’inaugurazione della mostra Be My Voice, un progetto artistico e civile che unisce illustrazione e giornalismo per raccontare la vita quotidiana nella Striscia di Gaza, là dove la guerra è diventata rumore di fondo e l’informazione libera è quasi del tutto impossibile.
La mostra, che resterà esposta fino al 30 gennaio, è proposta dal Circolo Arci di Brentonico in rete con numerose realtà associative del Trentino e arriva anche in Giudicarie come tappa di un percorso itinerante che attraversa l’Italia per rompere il silenzio su un conflitto che rischia di diventare invisibile.
Be My Voice nasce dall’incontro tra il giornalista palestinese Hassan Selmi, che vive e lavora a Gaza, e l’illustratrice italiana Marcella Brancaforte, con il contributo giornalistico e narrativo di Raffaele Oriani. Ne emerge un diario fatto di testi e immagini che restituiscono umanità a ciò che spesso viene ridotto a statistiche: bombardamenti, fame, freddo, malattie, paura, ma anche resistenza quotidiana. Le parole che accompagnano la mostra, come quelle firmate da Oriani, raccontano un “cessate il fuoco” che non è mai davvero cessazione della violenza, un genocidio diventato stillicidio, avvolto da una cappa di silenzio sempre più densa, mentre Gaza resta uno dei pochi luoghi al mondo in cui la stampa libera non può entrare.
Marcella Brancaforte, illustratrice e docente con una lunga esperienza nell’editoria e nella formazione visiva, traduce queste storie in immagini essenziali e potenti, capaci di fermare lo sguardo e creare empatia senza spettacolarizzare il dolore. Hassan Selmi, giornalista, fotografo e videomaker palestinese, documenta da anni la vita sotto assedio, spesso collegandosi in condizioni estreme per raccontare ciò che accade nella sua terra, mentre Raffaele Oriani, giornalista italiano con una lunga esperienza nel reportage e nell’informazione internazionale, contribuisce a dare struttura narrativa e profondità al racconto, collegando la testimonianza diretta al contesto politico e mediatico globale. L’incontro di Tione sarà un’occasione di confronto aperto con il pubblico, un momento per ascoltare, capire e restituire voce a chi rischia di non averne più, attraverso un linguaggio che intreccia arte, giornalismo e impegno civile.