Si calcolano in oltre 346 mila euro, con 272 mila euro legati alle violazioni di velocità. i proventi da sanzioni dell’Autovelox sulla S.P. 90 “destra Adige” in località Mossano a Isera. Una cifra importante, per cui l’associazione Altvelox, Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada, ha depositato una denuncia relativa alla gestione dei controlli di velocità. L’atto è stato trasmesso alle Autorità competenti, incluse Procura della Repubblica e Corte dei conti, per gli accertamenti di rito.
“Il punto non è fare guerra ai controlli. Il punto è pretendere che siano regolari, verificabili, documentati“, spiega l’associazione. Secondo quanto rappresentato nell’atto, l’autorizzazione del tratto ai sensi dell’art. 4 D.L. 121/2002 consente la contestazione differita, ma non dimostra la regolarità tecnica e giuridica del dispositivo di misurazione, né sostituisce i requisiti necessari perché la misurazione diventi prova legale. Altvelox chiede quindi che venga acquisita e verificata tutta la filiera documentale, titolo abilitativo del dispositivo (con chiarezza tra omologazione e mera approvazione), verifiche periodiche, collaudi, tracciabilità dei log e dei report, corrette modalità di installazione e impiego nel tratto e nel senso di marcia autorizzati.
“Sul piano amministrativo e contabile, la denuncia evidenzia criticità nella rendicontazione dei proventi da sanzioni. In particolare, per il 2024 il Comune dichiara proventi complessivi da Codice della Strada pari a 346.505,77 euro, con 272.435,31 euro riferiti alle violazioni dei limiti di velocità ex art. 142. Nel documento vengono segnalate incongruenze tra le sezioni relative a destinazione, utilizzo e riparti, oltre a voci di spesa inserite in modo non chiaro rispetto ai vincoli di legge. Per gli anni 2022 e 2023, invece, vengono richiamati casi in cui i proventi art. 142 risultano dichiarati, ma senza indicazione di utilizzo nella parte che rende verificabile il rispetto del vincolo. Questo non è un dettaglio contabile, è il cuore della trasparenza”, spiega in una nota Altvelox, che chiede l’acquisizione di determine di affidamento, capitolati, certificazioni, eventuali collaudi, manuali, matricole, atti ministeriali, registri di verificazione e taratura, verbali tipo, oltre a mandati, reversali, capitoli di bilancio e prove dei riversamenti all’ente proprietario della strada. “Se i documenti ci sono, si chiude la discussione. Se mancano, il problema non è “politico”, è giuridico”, ha detto il Presidente di Altvelox, Gianantonio Sottile Cervini: “Quando un ente costruisce entrate importanti su un autovelox, deve accettare anche il controllo pieno, sui titoli dello strumento e sui conti. Sicurezza stradale non può diventare un alibi per incassare e poi spiegare tutto a parole. Noi diciamo controlli sì, ma regolari e rispettosi delle norme, con prova verificabile e rendicontazioni tracciabili, altrimenti il cittadino paga e basta, e questo non è accettabile in uno Stato di diritto”.