Altre 64 persone in strada, Zanella: “Basterebbe ripristinare l’accoglienza in tutte le comunità del Trentino”

“Ci risiamo. Da questa notte ci saranno altre 64 persone in strada oltre a quelle che già vi erano rimaste in attesa di un posto nei dormitori di bassa soglia e in quelli destinati ai richiedenti protezione internazionale fuori accoglienza. E il problema sta proprio qui: se la Provincia non avesse tagliato, ormai sette anni fa, i posti destinati all’accoglienza delle persone richiedenti asilo da 1500 a 750, non vi sarebbero tutte queste persone costrette a dormire all’addiaccio e i posti di bassa soglia basterebbero. Basterebbe ripristinare l’accoglienza all’interno di tutte le comunità del Trentino, vitto e alloggio che sono a spese dello Stato”. Lo scrive il consigliere provinciale del Partito democratico del Trentino Paolo Zanella in una nota stampa.

“Non basta rivedere le modalità di accoglienza, come ora pare si voglia fare, ripristinando i corsi di italiano e potenziando i percorsi di formazione e inserimento lavorativo – anche grazie a un emendamento delle minoranze alla manovra di bilancio che destina all’inclusione e integrazione delle persone richiedenti protezione internazionale 300.000 euro/anno con apposito articolo nella legge provinciale sull’immigrazione – se poi si decide di dimezzare ulteriormente i posti in accoglienza: significherà semplicemente lasciare in strada altre 350 persone! La nuova strategia di Fugatti sui migranti è esclusiva ed escludente: se ne accolgono pochi, ma bene. E gli altri in strada. Un colpo al cerchio e una alla botte: da un parte si cerca di dare una (comunque insufficiente) risposta alle categorie imprenditoriali che hanno bisogno di lavoratori – e alle quali non si può continuare a dire di no – e dall’altra si lasciano sempre più persone in strada, altrimenti come la si alimenta la retorica securitaria contro i migranti?!”.

In questa partita, aggiunge Zanella, “si inserisce anche il CPR, venduto come la panacea al binomio ‘migranti-insicurezza’ costruito ad arte da chi lascia per strada le persone richiedenti asilo. Una struttura che non ha senso venga costruita e dove le persone potranno essere private della libertà personale per via amministrativa anche solo perché prive del permesso di soggiorno, costrette a stare in container recintati in pochi metri quadri, senza le tutele minime che in carcere sono sancite dall’ordinamento penitenziario, con permanenza fino a 18 mesi, con il rischio di violazione dei diritti umani come abbiamo già visto altrove. Una non soluzione che però è funzionale alla propaganda della destra. Si investano quelle risorse in prevenzione: accogliendo e inserendo più persone invece di lasciarle in strada, preda della microcriminalità”.

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