“La pace ora manca/ e io sono stanca” scrive Gea Chemini, una bambina della circoscrizione Argentario. Mentre Dafne Graziano, utente della biblioteca di via Roma, a Trento, esprime un desiderio: “Il cortile che ci separa/ non è poi così grande come si dice:/ io di voi voglio dirmi sorella/ di diversa radice”.
Ecco qualche verso tratto dalle decine di poesie, elaborati grafici, pensieri con cui le cittadine e i cittadini di Trento hanno risposto all’appello di “Trento dichiara pace”. Il progetto prevedeva non solo un itinerario poetico in centro storico, tra i versi di Pablo Neruda, Wystan Auden, Elsa Morante, Mary Oliver, Maḥmūd Darwīsh e Gianni Rodari, scritti sul selciato dalla street artist Silvia Gadda e dall’illustratrice Lorena Martinello, coadiuvate da Senka Semak. Anche i cittadini erano invitati a dire la loro, in prosa e in versi (il coro Vogliam cantare l’ha fatto anche in musica), sul tema della pace, così cruciale in questi ultimi tempi.
La giuria composta dall’assessora alla Cultura Elisabetta Bozzarelli, dai giornalisti dell’Adige e del T quotidiano, da una rappresentante della biblioteca e dell’ufficio stampa del Comune ha selezionato, tra i tanti componimenti arrivati, i più originali ed espressivi. La consegna dei riconoscimenti è avvenuta questa sera, nel salone di rappresentanza di palazzo Geremia: “Non è stato facile scegliere, in verità avremmo voluto premiare tutti perché ogni testo aveva un particolare, un guizzo, una riflessione che muoveva qualche corda emotiva – ha spiegato Elisabetta Bozzarelli – Quello che è emerso grazie a questo progetto incentrato sulla parola scritta, non sempre di immediata comprensione, è la disponibilità dei cittadini di Trento a farsi coinvolgere, a riflettere, a condividere spunti originali. Nelle cassette della poesia distribuite nelle circoscrizioni, in biblioteca e sotto l’ulivo della pace in piazza Pasi abbiamo trovato testi ironici, disegni fatti dai bambini, componimenti poetici originali e profondi: questo coro di voci che si è levato dalla città ci è sembrato fin da subito un’invocazione che esprime il desiderio collettivo di pace, di dialogo, di superamento delle barriere. Devo dire che sono molto felice del risultato che abbiamo raggiunto”.
Ecco dunque le poesie e i lavori segnalati:
Sezione scuole. Quarta B della scuola elementare Clarina “per la creatività e il coinvolgimento di tutta la classe nel declinare la parola pace”. Tutta la scuola elementare Bernardi di Cognola che, “coinvolgendo numerose classi, ha creato una macchina da pace”. La scuola dell’infanzia Canossiane “per aver inventato nuovi alfabeti di pace e essersi distinta per gli elaborato grafici”
Poesia adulti. Ho sceso dandoti il braccio di Marco Covelli per “il messaggio di amore che parte da una dimensione domestica e si estende alla realtà dei conflitti” e Diversa radice di Dafne Graziano “per aver saputo descrivere la famiglia umana, diversa eppure affratellata”.
Poesia dialettale. Paze di Antonio Maule “per la musicalità e l’armonia dei versi” e Paze e speranza di Aldo Polo “per aver raccontato con leggerezza e ironia eventi attuali”. Sezione bambini. Pace rock di Thomas Lorenz “per aver trovato una soluzione originale ai conflitti (gli aerei lancino solo note musicali)” e Mare di pace di Gea Chemini per la rima più efficace (la pace ora manca/e io sono stanca)”. Premio alla famiglia. Famiglia Trentini “per aver condiviso l’impegno alla pace tra genitori e figli”.
Poesia in musica. Coro Vogliam cantare “per aver dato una colonna sonora all’aspirazione alla pace”.