Ordine Assistenti Sociali, “preoccupa l’attuale gestione dell’accoglienza dei migranti”

Foto Gianni Zotta

“Come comunità professionale, esprimiamo profonda preoccupazione rispetto all’assetto emergente nella gestione dell’accoglienza dei migranti”. Lo sottolinea la presidente dell’Ordine regionale degli assistenti sociali Elisa Rizzi. “Tale sistema dovrebbe basarsi su criteri di umanità e rispetto dei diritti fondamentali: il superamento dell’accoglienza diffusa a favore di strutture sovraffollate non solo ostacola l’inclusione sociale, ma aumenta le situazioni di vulnerabilità e rischio per i migranti e per le comunità ospitanti”.

“Le storie e i bisogni dei migranti richiedono approcci personalizzati, competenti e flessibili, capaci di garantire sicurezza, benessere e integrazione. Promuovere modelli di accoglienza che favoriscano la coesione sociale, il dialogo interculturale e la partecipazione attiva dei migranti è essenziale per costruire comunità più sicure e solidali, prevenendo conflitti e incomprensioni”, prosegue Rizzi. L’Ordine Regionale degli Assistenti Sociali esprime anche la propria solidarietà e riconoscenza agli operatori e alle organizzazioni che, con professionalità e dedizione, si impegnano quotidianamente nelle strutture di accoglienza, in particolare presso la residenza Fersina, teatro in questi giorni di episodi di violenza. Questi professionisti operano in contesti complessi e delicati, dove lo spazio per l’aspetto educativo e la personalizzazione degli interventi è sempre più limitato.

L’Ordine, in qualità di organo sussidiario dello Stato, ha il compito di tutelare i diritti fondamentali delle persone e si impegna con sensibilità e attenzione a vigilare su questi aspetti, intervenendo tempestivamente laddove i diritti possano essere messi a rischio.

“Ci rendiamo disponibili a collaborare con le istituzioni per individuare modelli di gestione in grado di rispondere sia ai bisogni e ai diritti delle persone accolte, sia alle esigenze dei professionisti che operano nel settore, promuovendo un’accoglienza inclusiva, rispettosa e orientata alla dignità di ogni individuo”, conclude Rizzi.

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