C’è un bassorilievo in legno tra gli oggetti della collezione permanente del MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara che racconta il “Compianto sul corpo morto di Simonino”. Quasi ottocento studenti ed insegnanti provenienti dalle scuole del Trentino l’hanno ammirato durante il viaggio promosso e sostenuto da Fondazione Caritro. Davanti all’opera di proprietà della Fondazione hanno ascoltato la tragica vicenda del piccolo Simone, il bambino scomparso tra i vicoli di Trento e poi trovato morto nella casa di una famiglia ebraica nei giorni di Pasqua del 1475. Molti di loro non la conoscevano e quest’esperienza li ha portati a scoprire un pezzo di storia della città custodita al Meis. Ragazze e ragazzi hanno poi approfondito anche la storia degli ebrei in Italia e l’esperienza vissuta li ha spinti a riflettere sulle discriminazioni: quelle che leggono nelle pagine di storia e quelle che vivono ai giorni nostri.
È questo il senso del viaggio che già da due anni viene proposto alle scuole trentine attraverso il progetto “Al Meis con Fondazione Caritro”. Anche quest’anno hanno aderito più di quaranta classi delle scuole primarie di secondo grado e degli istituti superiori. Sono partiti da diverse località del Trentino alla volta di Ferrara e oggi si sono incontrati all’auditorium del Collegio Arcivescovile di Trento per partecipare all’evento “Muoversi X conoscere”. È il momento in cui Fondazione Caritro invita gli studenti a raccontare la loro esperienza: c’è chi si è improvvisato reporter e ha montato video, chi ha realizzato un cartellone, chi una presentazione. Altri hanno usato le loro voci per dare vita a un podcast e c’è chi ha pensato di trasmettere gli insegnamenti appresi attraverso un gioco, pensato per i più piccoli. Studenti ed insegnanti al ritorno da Ferrara hanno rielaborato quanto vissuto in quella giornata riflettendo sul tema della Memoria, che stamattina all’Arcivescovile è stato approfondito da diversi punti di vista.
Fondazione Caritro per offrire un valore aggiunto all’incontro ha invitato la scrittrice e storica Benedetta Tobagi e lo storico della mentalità Francesco Filippi che hanno dialogato sul palco con la storica Elena Tonezzer. Insieme a loro anche Rachel Silvera e Gemma Bolognesi, in rappresentanza del museo Meis: “A partire dalla storia di una minoranza, quella ebrea, il museo vuole fare in modo che ciascuno si senta capito nella sua diversità ed è bello per noi che ci lavoriamo vedere il museo per una volta attraverso i suoi visitatori”.
Il progetto rientra tra le iniziative per la scuola che la fondazione di origine bancaria propone ogni anno. Questa era la seconda edizione ed ha registrato l’adesione di 40 classi: dalla prima media alla quinta superiore. Più di settecentocinquanta tra studenti e insegnanti sono già stati in visita al museo Meis di Ferrara, mentre entro la fine dell’anno scolastico saranno circa novecento gli alunni che avranno fatto quest’esperienza interamente sostenuta da Fondazione Caritro.