Le Acli Trentine tornano ad esprimersi a favore del gassificatore per la chiusura del ciclo dei rifiuti. “Una proposta in tale senso era già stata inserita nel famoso addendum del quinto aggiornamento del Piano provinciale dei rifiuti. Un documento a cui hanno collaborato FBK e Università. Con loro la Provincia autonoma di Trento potrebbe avviare la sperimentazione di un impianto di gassificazione da 8.000 tonnellate di rifiuti. Dalla nostra prima proposta (2023) ad oggi il tempo c’era e, a nostro avviso, c’è ancora visti e tempi brevi per la costruzione di questi impianti. Serve la volontà di continuare ad essere un modello virtuoso nella gestione sostenibile dei rifiuti”, scrivono le Acli Trentine in una nota.
Nel lungo periodo, sostengono le Acli Trentine, è necessario “evitare, come ha giustamente affermato in questi giorni il Presidente Maurizio Fugatti, di esportare fuori provincia la frazione residua. Condividiamo pertanto l’affermazione del Presidente delle Provincia autonoma di individuare in tempi rapidi la tecnologia e le modalità organizzative di una filiera che ne garantisca la chiusura, ma rimaniamo perplessi sulle soluzioni fin qui individuate”.
Al tempo stesso, le Acli Trentine chiedono che si prosegua anche sulla strada che ha portato il Trentino ad avere una percentuale di raccolta differenziata all’83%. “Si tratta ora di proseguire su questa strada incentivando, oltre al porta a porta e alla tariffa puntuale, che incoraggia la differenziata e penalizza chi produce ancora troppa frazione residua, un affinamento delle raccolte introducendo presso i CRM (Centri Raccolta Materiali) anche dei Centri per il Riuso in modo tale da incoraggiare le pratiche virtuose legate allo scambio e al riutilizzo dei materiali, all’economia circolare e alla possibilità di recupero di materiali che spesso, erroneamente, vengono considerati ancora come scarti e rifiuti. Il cittadino può essere un attore protagonista nella riduzione dei rifiuti, adottando pratiche responsabili orientate al consumo consapevole, alla diminuzione degli sprechi e degli imballaggi. Analogamente, il Trentino può diventare una terra virtuosa anche dal punto di vista turistico, della promozione e del marketing, incentivando la pratica del risparmio, del riutilizzo e del riciclo anche nei confronti dei milioni di ospiti che soggiornano ogni anno nelle nostre vallate. In questo modo si potrebbero ridurre ulteriormente le quantità di residuo e raggiungere ulteriori quote di differenziata che potrebbero assestarsi attorno all’85-86%. Anche l’adozione di un Trattamento Biologico Meccanico dei Rifiuti Residui (TMR), che consente di separare materiali riciclabili e frazioni recuperabili, permette di ridurre ulteriormente la quantità di rifiuti destinata allo smaltimento finale”.