Dopo il successo riscontrato dal ciclo di incontri tenutosi a fine 2023, la delegazione Fai di Trento propone, tra gennaio e febbraio 2025, tre serate a carattere storico-artistico aperte a tutti, per conoscere, approfondire e scoprire luoghi storici e artisti locali attraverso recenti pubblicazioni in tema e guidati da esperti del settore.
Gli incontri avranno luogo nella sala conferenze della Fondazione Caritro, in Via Calepina, 1 a Trento, lunedì 13 e 20 gennaio e 3 febbraio alle ore 18 con partecipazione libera e gratuita. Di seguito il programma.
LUNEDÌ 13 GENNAIO Salvatore Ferrari e Stefania Dalla Serra – Bartolomeo Bezzi (1851-1923). Il Fondo Bezzi donato al Centro Studi Val di Sole I due curatori del volume da poco pubblicato a conclusione delle celebrazioni e degli studi sul pittore in occasione del centenario dalla sua morte, partendo dalle ricerche svolte sulla documentazione dell’archivio dell’artista, custodito a Terzolas dal 2017, racconteranno le principali novità emerse dallo studio della vita e delle opere di Bartolomeo Bezzi, pittore nato a Fucine d’Ossana, che operò tra Milano e Venezia tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, e che fu uno dei promotori, tra il resto, della prima Biennale d’arte di Venezia.
LUNEDÌ 20 GENNAIO Dario De Cristofaro – Il castello di Avio e la Vallagarina dai Castelbarco alla Serenissima. L’autore del libro edito nel 2023 racconterà al pubblico le novità emerse dai suoi studi sul Castello di Avio, Bene FAI dal 1977 e considerato, per la sua posizione strategica, la “sentinella del Trentino”. Sarà l’occasione per scoprire, oltre alle bellezze artistiche che decorano gli ambienti del castello (come, ad esempio, la famosissima “Camera d’Amore” o l’interessante “casa delle Guardie”), anche la storia dei suoi antichi proprietari, i Castelbarco, che per secoli lo custodirono.
LUNEDÌ 3 FEBBRAIO Paolo Dalla Torre – Antonio Ridolfi (1824-1900). Un pittore tra Mezzana e Siena Lo storico dell’arte illustrerà le novità emerse dal suo ultimo libro, appena pubblicato, dedicato alla riscoperta del pittore solandro Antonio Ridolfi che, dopo gli studi a Siena, ebbe una buona fortuna in Toscana nella seconda metà del XIX secolo.