Volontariato d’impresa, i dipendenti della Sovecar saranno impegnati alla comunità di Camparta

Negli scorsi giorni, sei dipendenti della società Sovecar hanno iniziato il progetto di volontariato alla comunità terapeutica di Camparta. Si tratta del primo intervento di volontariato d’impresa dell’azienda con sede a Spini che da oltre quarant’anni si occupa di manutenzione e logistica. Per i prossimi due anni, i dipendenti saranno impegnati, per 24 ore l’anno e all’interno del normale orario di lavoro, in attività di piccola manutenzione, sistemazione di impianti e costruzioni della struttura, azioni di cura del verde circostante e momenti di formazione rivolti alle utenti. Nel corso del biennio, saranno sempre di più i lavoratori coinvolti nel progetto. Il loro impegno metterà così in campo competenze e azioni concrete per quasi 200 ore l’anno.

L’incontro tra i dipendenti della Sovecar e la comunità terapeutica di Camparta, che dal 1974 offre risposte ai problemi di tossicodipendenza e fragilità adulta con interventi di tipo residenziale terapeutico-riabilitativo, è uno dei progetti del tavolo sul volontariato d’impresa promosso nell’ambito delle iniziative per “Trento Capitale europea del volontariato”.

Come affermato dalla presidente della Comunità di Camparta Amelia Marzano: “Ci si aspettano da questo progetto importanti risultati. Nel breve periodo si possono prevedere alcuni interventi tecnici sugli impianti e relativa manutenzione, l’aiuto alla sistemazione del verde, l’acquisizione di competenze manuali, artistiche e amministrative di base. Nel lungo periodo si pensa invece alla formazione delle utenti finalizzata all’orientamento al lavoro (scrittura del Curriculum Vitae e della lettera di presentazione, gestione colloquio di lavoro) e di conseguenza al sostegno per l’inserimento lavorativo. Per quanto riguarda la struttura, il miglioramento della stessa dal punto di vista della sicurezza, del funzionamento e anche della “sola” bellezza potrà comportare un maggior benessere di tutti”.

Della stessa opinione anche il presidente dell’azienda Sovecar Marco Giglioli, che ha commentato: “Il nostro desiderio, partecipando a questa iniziativa di volontariato d’impresa, è contribuire a realizzare qualcosa di concreto per chi si trova in una situazione di fragilità, senza alcun fine di lucro. Credo che la soddisfazione di dedicare il proprio tempo, anche in orario di lavoro, a un’attività solidale possa essere un’esperienza arricchente non solo per chi riceve l’aiuto, ma anche per noi che la viviamo. Immagino, ad esempio, un’impiegata o un progettista dell’ufficio tecnico che, insieme a un collega installatore, collabora per sistemare un impianto. Questo tipo di attività non solo valorizza il nostro lavoro, ma ci permette di conoscere meglio i nostri colleghi, creando legami più forti e autentici. Inoltre, iniziative come questa incarnano pienamente i valori di responsabilità sociale d’impresa: un impegno concreto a restituire valore al territorio e alla comunità, costruendo un legame tra ciò che facciamo e il bene comune”.

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