In occasione del 55° anniversario della strage di Piazza Fontana a Milano (12 dicembre 1969), giovedì 12 dicembre alle 21 al parco del Pernone, a Riva del Garda, l’ANPI Alto Garda e Ledro organizza la proiezione del film “Pino, vita accidentale di un anarchico”, che racconta la vita e la morte Giuseppe Pinelli, che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiamò “la diciottesima vittima” della strage fascista di Piazza Fontana. E lo fa con le parole delle figlie Claudia e Silvia.
Giuseppe Pinelli, staffetta partigiana, anarchico, già fermato ed interrogato con altri anarchici nella primavera 1969 per alcuni attentati poi rivelatisi di matrice neofascista, venne fermato il 12 dicembre e interrogato a lungo in questura, perché ritenuto corresponsabile dell’attentato all’interno della sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura, che causò 17 morti e 88 feriti. Il 15 dicembre, dopo tre giorni di interrogatori, morì dopo essere precipitato dal quarto piano della questura.
Il film documentario, realizzato nel 2019 anche grazie a una campagna di crowdfunding, riprende la storia di Pinelli, che era stata raccontata in molte testimonianze, libri e opere teatrali (la più famosa è forse “Morte accidentale di un anarchico” di Dario Fo), ma lo fa da un punto di vista inedito: sono i ricordi delle figlie Claudia e Silvia che, un passo alla volta, ci faranno conoscere Giuseppe Pinelli e la sua storia.
Il racconto di Claudia e Silvia Pinelli comincia nel 1969, quando avevano 8 e 9 anni e si conclude il 9 maggio del 2009 quando la famiglia è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente Giorgio Napolitano che, in quell’occasione, appunto, definì Pinelli “la diciottesima vittima della strage di Piazza Fontana”. Il punto di vista delle bambine permette di entrare gradualmente in una storia complessa e intricata: man mano che crescono, aumenta anche il loro livello di consapevolezza, s’infittisce l’insieme di informazioni, si articola il discorso politico e il contesto storico. Contemporaneamente, cresce anche la consapevolezza dello spettatore, che può seguire lo sviluppo della storia personale di Giuseppe Pinelli, insieme all’evoluzione degli accadimenti storici di cui quella storia è riflesso: le contestazioni a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, la “strategia della tensione”, l’Europa divisa in due blocchi.