C’è un’immagine tra quelle contenute nel volume fotografico “Trento: 1975-1990. La svolta” curato dalla ricercatrice Elena Tonezzer e ora in libreria che probabilmente, più di altre, non solo segna il passare del tempo ma indica, quasi una nemesi, un “salto” di senso. È quella che ritrae gli orsi nel recinto del parco di Gocciadoro, che tra le sbarre ci stettero per oltre trent’anni, dal 1962 al 1994. Vivendo furiosi e impazziti in pochi metri, per lo stupore dei bambini. Adesso come adesso nessuno si sognerebbe di rinchiudere i plantigradi in una gabbia. Piuttosto, gli si spara, secondo legge. Come a rendere palese che di miglioramenti non se ne sono proprio fatti, si è solo cambiato passo, non direzione.
“È in questi anni che si sviluppano le riflessioni sulla necessità di impedire alle auto di entrare e parcheggiare in tutto il centro storico – scrive Elenza Tonezzer – di dotare i quartieri di parchi urbani, di pensare alla bicicletta come mezzo di trasporto alternativo all’auto e di progettare nuove vie, le strade ciclabili, di cui fino ad allora non si era mai sentito parlare”. L’espulsione delle macchine da piazza Duomo e da piazza Fiera sono gli esempi paradigmatici. Le foto presenti nel volume, lungo un quindicennio, sono più di 150, tutte in bianco e nero, depositate alla Fondazione Museo storico del Trentino, che pubblica il volume il quale fa seguito ad una mostra di un paio di anni fa e provengono dall’ex Associazione Francesco Gelmi di Caporiacco. Sono clic di fotografi quali il compianto Giorgio Rossi e Roberto Bernardinatti, anche se non solo, che portano con loro l’urgenza della cronaca nel tempo in cui sindaci erano Giorgio Tononi e Adriano Goio. La prima foto fissa i lavori per la costruzione della chiesa del quartiere di Madonna Bianca, ed è dell’1 luglio 1975. L’ultima immortala il momento in cui viene posata la statua dei cavalli dell’artista Eraldo Fozzer nella fontana di largo Porta nuova. E siamo al 23 giugno 1984. “Negli anni Cinquanta la città aveva iniziato ad attirare popolazione dalle vallate grazie alla presenza dell’industria – sintetizza l’urbanista Bruno Zanon – Nei Sessanta iniziò il periodo di più intenso sviluppo urbano. Nei primi Settanta si cominciò ad elaborare il Piano regolatore generale (Prg) poi approvato nel 1968. Poi si iniziò a porre attenzione al centro storico”.

Le foto raccontano. Dalla costruzione delle torri di Madonna Bianca dopo la metà degli anni Settanta all’occupazione dell’area dell’ex ospedale Santa Chiara nel 1975 da parte dei Comitati di quartiere, dal cantiere del Bren Center datato anni Ottanta come lo svincolo del viadotto che sovrasta l’A22 alla Vela e la realizzazione del parco della Predara, che era una cava. C’è poi una foto di un giovane Lucio Dalla che tiene un concerto, nel 1975, all’Ufo di via Belenzani come quelle di manifestazioni operaie e studentesche per migliori condizioni di vita, contro il caro bollette e una maggiore vivibilità di una città che era ammorbata dai fumi delle ciminiere delle fabbriche. “La svolta sta ad indicare le trasformazioni, ma anche le difficoltà che emersero in quel periodo di amministrazioni che contavano su un ampio consenso elettorale del partito della Democrazia cristiana – riflette il giornalista Mauro Lando, scomparso nell’aprile di quest’anno – Nonostante una situazione stabile dal punto di vista elettorale le tensioni non mancavano”.