Scup, in dieci anni oltre 7.000 giovani coinvolti in un’esperienza formativa

Sono più di 7.000 i giovani che in dieci anni si sono iscritti al Servizio civile universale provinciale (Scup), 66 i bandi pubblicati, quasi 2.500 i progetti e 287 le organizzazioni coinvolti. Un dato conferma la validità del progetto nato nel 2014: ad un anno dalla sua conclusione, il 70% dei giovani che hanno partecipato allo Scup ha trovato un’occupazione.

“Oggi festeggiamo un traguardo importante, che oltre a un punto di arrivo vuole essere uno stimolo per nuove progettualità”, ha commentato la vicepresidente della Provincia di Trento Francesca Gerosa in occasione della festa che si è svolta al Teatro Sanbapolis. “Voglio condividere questo importante traguardo con tutti i colleghi dell’Agenzia per la Coesione sociale che con impegno hanno lavorato a questo progetto e ringrazio anche il dottor Malfer, ex dirigente generale dell’Agenzia e il dottor Girardi da poco in pensione che con dedizione, impegno e passione ha portato lo Scup fin qui”.

Durante la festa sono intervenuti anche due atleti: Carlo Tacchini, argento nella canoa ai Giochi olimpici di Parigi 2024, che ha ricordato quando anche lui, diciannovenne, di fronte al bivio se andare a lavorare o dedicarsi all’attività agonistica, ha scelto lo sport consapevole dei rischi ma anche delle opportunità che gli avrebbe dato. “Sono orgoglioso della strada intrapresa – ha detto – e incito i giovani oggi a non avere paura a seguire i propri sogni con impegno, tenacia e ottimismo”. Fabrizio Casal, campione del mondo di sci alpino paralimpico, ha invece parlato della sua esperienza da atleta tutor di Chiara Mazzel, una giovane 28enne con disabilità visiva: “Lavorare con Chiara mi appaga e mi ha fatto crescere sia come sportivo che come uomo.  Per questo mestiere occorrono particolari doti tra cui porsi in ascolto dell’altro e delle sue esigenze, sensibilità ed empatia. Sono qui – ha concluso – per portare questa testimonianza e per sottolineare i valori dello sport che si avvicinano tanto al mondo del Servizio civile”.

Dall’ultima indagine curata da Ispat emergono dati interessanti circa la motivazione dei giovani verso il Servizio civile: il Rapporto rileva i motivi che spingono i giovani ad iscriversi e sono “fare un’esperienza di lavoro” per il 59,2% ed “entrare in relazione con organizzazioni e persone” per il 58,5%. Per quanto riguarda il lavoro dopo il Servizio civile, Ispat registra che l’attività lavorativa cresce con il passare del tempo (dal 58,1% all’85,5% dopo 6 mesi dalla fine del Servizio civile).

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