Si è svolto oggi, martedì 20 febbraio, il presidio organizzato da CGIL CISL e UIL del pubblico impiego Trentino, per rilanciare, al fianco dei dipendenti di ITEA, le istanze dello sciopero nazionale per il diritto alla casa, che chiede di garantire alle lavoratrici e ai lavoratori, impegnati quotidianamente in un settore così delicato, un rinnovo del Contratto nazionale capace di rispondere alla grave crisi economica e inflattiva che da tempo caratterizza il nostro Paese e che ha colpito soprattutto le fasce più deboli e i redditi medio bassi.
“Più contratto, sì, ma non così” lo slogan recitato dai manifestanti, guidati dai segretari Provinciali CGIL FP Alberto Bellini, CISL FP Maurizio Speziali e UIL FPL EE.LL. Andrea Bassetti. “Il diritto alla casa è una cosa seria“, hanno detto i sindacalisti che hanno ribadito la richiesta di “servizi di qualità, necessità di risposte adeguate, attraverso la valorizzazione delle professionalità ivi operanti, nella giusta rivendicazione di un rinnovo contrattuale 2022-2024, soprattutto dignitoso, che tuteli i salari a causa dell’elevato impatto inflattivo subito in questi anni”, ribadendo la consapevolezza che le lavoratrici e lavoratori inseriti nell’edilizia residenziale pubblica concorrono, attraverso la loro professionalità, a garantire ogni giorno politiche residenziali capaci di rispondere alla crescente emergenza abitativa in Italia. Secondo i manifestanti, “le proposte per un 5,2% di aumento totale del CCNL FEDERCASA, non possono garantire risposte adeguate alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che rappresentiamo e con forza ribadiamo che la discussione potrà ripartire solo con disponibilità di crescita percentuale ed imprescindibile riconoscimento pieno degli arretrati in formula adeguata rispetto all’attesa per il rinnovo”.