Lutto per la Chiesa trentina e per il movimento di Comunione e Liberazione.
È morto ieri all’età di 85 anni don Roberto Marchesoni, il sacerdote ordinato a Trento nel 1960, a lungo insegnante di religione a Rovereto e a Trento (prima anche parroco a Saccone), che negli anni Settanta e Ottanta è stato tra i più appassionati pionieri e seguiti testimoni del carisma di don Giussani.
Avendolo conosciuto anche personalmente, don Roberto ha riportato in Trentino – sia nel mondo degli studenti che in quello del lavoro e delle famiglie – la proposta spirituale ed educativa del “Gius” (come i ciellini chiamavano allora il loro fondatore), favorendo l’incontro dei giovani con la proposta cristiana. Di carattere gioioso e di profondo spessore biblico-teologico, gran trascinatore, don Roberto ha educato tante persone alla riflessione sul senso religioso e all’impegno concreto nell’azione caritativa. È stato per trent’anni, dal 1980 al 2019, assistente ecclesiale di Comunione e Liberazione, punto di riferimento per tanti giovani e tante famiglie.
Fu lui a presentare il fondatore Giussani nell’indimenticabile incontro all’Auditorium Santa Chiara gremito negli anni Ottanta.
In comunione fraterna con gli altri sacerdoti trentini che hanno trovato sintonia con la spiritualità del movimento, don Roberto si è reso disponibile in vari ambiti ecclesiali, collaborando in particolare con la Pastorale studentesca (da incaricato diocesano nel periodo 1981 – 1986) e giovanile: si ricordano i primi pellegrinaggi a piedi di fine anno scolastico da Pergine Valsugana a Montagnaga di Pinè. Per molti anni era stato rettore della chiesa del Suffragio, in centro a Trento, trovando anche nello stile del beato Bellesini (ricordato in quella chiesa) una sintonia con la sua sensibilità educativa.
Prima ancora delle tante iniziative avviate e portate a termine, di don Roberto rimane il fascino per la persona di Gesù Cristo e il desiderio di condividerlo con gli altri.
Il funerale sarà in cattedrale a Trento lunedì 7 febbraio alle 15.