Con etika 38 persone verso l’autonomia

Un sostegno concreto all’abitare autonomo grazie a una bolletta che coniuga solidarietà, ecologia ed economicità

Grazie all’adesione all’offerta luce e gas della Cooperazione Trentina e Dolomiti Energia è nato un fondo sociale a favore della disabilità con ben 38 persone avviate all’abitare autonomo. E’ il report che è stato presentato martedì 4 settembre, presso la sede della Federazione delle cooperative, frutto di una virtuosa sinergia tra queste varie realtà e grazie ad un tipo di bolletta che coniuga solidarietà, ecologia ed economicità cui hanno aderito finora – e siamo solo al secondo anno, la strada è lunga – 36.300 utenti trentini che possono beneficiare di uno sconto in bolletta.

Per ogni contratto Dolomiti Energia si impegna a versare ogni anno 10 euro al Fondo sociale di etika. Tra i vari progetti presentati ne sono stati selezionati e finanziati 5 che si vanno ad aggiungere agli altri cinque sostenuti nel 2017.

Grazie a etika 38 persone con disabilità intellettive più o meno gravi stanno realizzando passi importanti verso l’autonomia e l’autodeterminazione. Uno stare in autonomia, sorretto ed accompagnato, ha ribadito Marina Mattarei, Presidente della Federazione delle cooperative. E’ qui che si trova la natura vera della cooperazione, quando sa guardare, oltre il mero dato economico, a cose belle e grandi, il rispetto delle persone, i loro percorsi – non facili – di dignità. Un dare risposte ai bisogni delle persone a cominciare da quelle più fragili, un’arricchente esperienza.

Marco Merler di Dolomiti Energia ha ribadito la bontà del mettere in rete le risorse esistenti sul territorio trentino, lavorare insieme a favore di clienti ed utenti meno fortunati. Che il 10% dei contratti complessivi in provincia di Trento abbia aderito a questo tipo di progettualità è un segno promettente di solidarietà concreta che è al tempo stesso indice di sostenibilità nel tempo, che i vari progetti vanno avanti, durano e si irrobustiscono.

E’ stato toccante sentire l’esperienza diretta di un genitore che ha visto il proprio figlio con grave disabilità – non legge, non scrive, non sa guardare l’orologio – eppure a piccoli tratti riesce a fare dei passi importanti nel segno dell’autonomia, da solo e in parte supportato, impegnato pure nella coltivazione di un terreno a Seregnano.

Questi sono progetti – è stato detto dal prof. Piergiorgio Reggio, pedagogista, docente alla Cattolica di Milano , presidente della Fondazione Demarchi e componente del Comitato scientifico di etika insieme a Carlo Francescutti – che non riguardano il “dopo di noi”, ma il “qui e adesso”, il fatto di queste famiglie che possono vedere concretamente come stanno i loro figli in una nuova, ritrovata, conquistata quotidianità. Viene smentito il pregiudizio che una persona fragile deve rimanere in famiglia o in una casa protetta. Che non si può fare altro per lei. Qui il vivere autonomamente vede qualche decina di persone – in Val di Non, Val Lagarina, a Trento e in Valsugana – sperimentare questa dimensione nuova. Nessuna di queste storie deve essere semplificata o trattata con superficiale ottimismo. Come per tutti noi le difficoltà sono notevoli, si inciampa e ci si rialza e si ricasca. Ma si torna in piedi. Con fatica, certo, la vita non è facile per nessuno e per queste persone aspra e difficile lo è di più, le insidie, i rischi sono a fior di pelle, pur essendo il monitoraggio delicato ma assiduo. L’importante – è stato ribadito – è non piangersi addosso, reagire, sperimentare, provando e riprovando.

Sono tutti progetti in piena attività, con elevata incertezza, ma si tratta di un investimento nel campo del sociale per un’autonomia di vita. Il meglio di una scommessa – ardua, affascinante – sull’umano.

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