Anche in Trentino la campagna del Movimento per la Vita contro la legge
E’ arrivato anche a Trento nel pomeriggio di mercoledì 23 maggio, in Piazza Dante, davanti al Palazzo della Regione, il camion vela pro life che il Movimento per la Vita di Trento ha allestito in collaborazione con l’associazione Pro Vita.
L’iniziativa, pensata come sensibilizzazione sul tema dell’aborto a 40 anni dall’approvazione della Legge 194 e come tentativo di rompere l’omertoso silenzio sull’argomento, è stata condivisa anche dal Movimento per la Vita di Trento che supporta questa campagna nazionale particolarmente massicia. Il presidente trentino Mauro Sarra, intervistato anche da radio Trentino inBlu, ha rilanciato le motivazioni presentate giorni fa a Roma dall’associazione ProVita onlus: “L’aborto è un male sociale, l’aborto è la morte di un bambino, l’aborto è un grave pericolo per la salute delle donne: è ora di sbugiardare i propagatori di fake news» , ha detto la presidente di ProVita Francesca Romana Poleggi, rilevando che “non è vero che la legalizzazione porta a una diminuzione degli aborti: abbiamo dati che lo dimostrano in tutto il mondo e anche in Italia (dal 1978 al 1982 passarono da 68.000 a 234.377). Se poi sono calati, è perché è diminuita la fertilità. Inoltre, sono andati aumentando gli aborti in pillole con la Ru486 e i cripto aborti con le pillole del giorno dopo o dei 5 giorni dopo».
Anche il Movimento per la Vita ha portato la propria voce con la neoeletta presidente Marina Casini, supportata dal vicepresidente Pino Morandini, il giurista trentino attivo fin dalla nascita del Movimento per la vita: «Non ci vogliamo rassegnare, non ci vogliamo assuefare. Sei milioni di bambini sono stati abortiti, ma 200.000 sono nati grazie all’impegno del volontariato pro vita. Le donne hanno coraggio, questo coraggio innato spesso non è sostenuto e spesso di fronte alle difficoltà il coraggio può venir meno. Ma le difficoltà della vita non si superano sopprimendo la vita».